L’AQUILA – Insieme all’Arci Nazionale e a tantissime realtà associative e culturali italiane, il Circolo Querencia partecipa alla mobilitazione internazionale del 15 ottobre 2022 per chiedere la liberazione di Julian Assange, giornalista australiano fondatore di WikiLeaks ingiustamente incarcerato dal 2019 in Gran Bretagna  per aver rivelato i crimini delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti.

LA NOTA

Privato da dieci anni della propria libertà nelle forme più lesive per l’integrità personale, dopo la decisione dell’Alta Corte Jiulian Assange può essere estradato in qualunque momento negli Usa.

Qui verrebbe processato sulla base di 18 capi d’imputazione per spionaggio, che prevedono una condanna a  175 anni di carcere. Julian Assange non ha certamente messo in pericolo la sicurezza statale Usa ma compiuto un’importante opera di verità, che sarebbe stata molto apprezzata se svolta in altri contesti e verso crimini di guerra compiuti da altri stati.

Come sottolinea Amnestey Internazional, “la pubblicazione di documenti da parte di Juluan Assange  nell’ambito del suo lavoro  con  Wikileaks non dovrebbe essere punita perché tale attività riguarda condotte che il giornalismo investigativo  svolge regolarmente  nell’ambito professionale.

Processare Julian Assange  per questi reati  potrebbe avere un effetto dissuasivo sul diritto alla libertà di espressione, spingendo i giornalisti all’autocensura per evitare procedimenti giudiziari”. Gli Stati Uniti devono annullare tutte le accuse contro Jiulis Assange, che deve ritrovare la propria libertà e tornare al proprio lavoro e ai propri affetti, due figli piccoli e la compagna e avvocata Stella, che continua a lottare chiedendo ovunque solidarietà.

Consideriamo Assange un simbolo di tutte le voci libere che possono essere messe a tacere e un importante protagonista dell’impegno per la pace contro le guerre. Per queste ragioni ci sentiamo parte delle centinaia e centinaia di iniziative che avranno luogo il 15 ottobre nelle principali città del pianeta, auspicando che anche a L’Aquila la causa di Assange  sia sostenuta concretamente.