L’AQUILA – “La trattativa è in corso, abbiamo fatto la nostra offerta e siamo in attesa, non posso dire però nulla su tempi e dettagli dell’operazione”.

Non fa mistero della delicata e complessa trattativa in corso per l’acquisto dello storico hotel Amiternum dell’Aquila, l’imprenditore aquilano Roberto Tomei, titolare della Compagnia del viaggiatore e del ristorante Spapizar, che si trova nella frazione aquilana di Cansatessa.

L’albergo, situato a poca distanza dal casello autostradale dell’Aquila ovest quindi all’ingresso della città, è gestito da decenni dalla nota famiglia Quaianni, in particolare dai tre fratelli Vittorio amministratore delegato, Daniela responsabile acquisti e Mara, responsabile prenotazioni, quest’ultima presidente di Federalberghi, e anima, insieme al marito Alfredo Di Giovanni, e ai figli Mario e Antonello della Fattoria Antica Forconia.

La notizia della messa vendita, anticipata nei giorni scorsi da AbruzzoWeb, ha fatto rapidamente il giro della città e del territorio.

Tomei non si sbilancia su dettagli e cifre ed alleanze, ma conferma la determinazione di portare a termine l’investimento: secondo quanto si è appreso la trattativa si starebbe sviluppando sulla base di 6 milioni di euro e l’imprenditore a capo due strutture che vanno per la maggiore, starebbe facendo l’operazione da solo e come trapelato inizialmente in cordata con attori del settore proprietari di alberghi in Emilia Romagna.

“Parliamo di un albergo storico della città, che ha sempre lavorato, ed è tuttora ben posizionato sul mercato”, spiega ancora Tomei che in particolare sta trattando con Vittorio e Daniela.

Della milionaria operazione non farà parte il distributore di carburanti antistante l’hotel, anch’esso di proprietà della famiglia Quaianni. L’hotel Amiternum conta 60 stanze con una capienza di 120 ospiti, ha retto al sisma del 2009 e già a luglio dello stesso anno, dopo piccoli interventi di ristrutturazione, ha riaperto i battenti ospitando i primi sfollati. È stato costruito negli anni Settanta da Pio Quaianni, padre degli attuali proprietari, a cui è stato dedicato anche il quartiere in cui sorge la struttura.

Mara, il personaggio più pubblico della nota famiglia, alla luce del suo lungo impegno come dirigente di Federalberghi, interviene sulla vicenda confermando che la cessione non avviene per difficoltà della famiglia, molto solida, o per problematiche legate alla ‘salute’ della struttura.

“È forse giunto il momento, dopo quarant’anni, di cedere il passo, anche se la società è in buona salute e la ricettività fa registrare un trend positivo. È una decisione presa a causa della stanchezza accumulata da parte mia e dei miei fratelli che abbiamo sempre gestito direttamente. Le basi della trattativa e i tempi? No comment”.

Tomei, da parte sua, è pronto a prendere il testimone di un hotel che rappresenta un simbolo dell’offerta alberghiera aquilana.

“Farlo ora – conclude Tomei – significa anche lanciare un messaggio di ottimismo in una città in ricostruzione, dove nonostante i problemi, vale senz’altro la pena di investire sul turismo e l’ospitalità, ovvero sulla rinascita dell’Aquila”. Filippo Tronca