“Sono assolutamente sereno. Anche se non nascondo che quella pronunciata oggi appaia ai miei occhi come una sentenza scritta da tempo: dal momento dell’avvio dell’inchiesta”.

Lo ha dichiarato Filippo Antonio De Cecco in merito alla sentenza pronunciata oggi dal Tribunale di Pescara sull’inchiesta relativa ai presunti abusi edilizi e alle irregolarità nelle concessioni demaniali che il 17 dicembre 2007 aveva portato al sequestro dello stabilimento “Les Paillotes”, di sua proprietà.

“A nulla – ha spiegato – sono valse le prove e le documentazioni portate in aula. Io mi sento di poter affermare che tutto ciò che è stato realizzato nello stabilimento balneare Lido delle Sirene risponde pienamente ai requisiti previsti dalla legge, sia sul piano urbanistico sia sul piano delle concessioni demaniali”.

“Ricordo soltanto – ha aggiunto – che tutti i lavori fatti, oggetto dell’inchiesta, sono frutto di cinque permessi di costruire regolarmente rilasciati dal comune di Pescara, i Beni Ambientali, il Demanio, la Dogana, la Capitaneria di Porto, la Asl e la Regione Abruzzo. Oltre che autorizzate con sette titoli demaniali. Per questo, pur nell’amarezza del momento, guardo con fiducia al futuro di questa vicenda, e sono sicuro che in Appello i Giudici riconosceranno la mia totale estraneità ai fatti contestati”.

Secondo il legale di De Cecco, Ennio Amodio, si tratta di “una pronuncia inspiegabile”.

“La maggior parte degli interventi edilizi realizzati a Les Paillotes – ha sostenuto – riguarda opere già trasformate e regolarmente sanate dalla precedente proprietà. Poiché la nostra Costituzione prevede che la responsabilità penale è personale, come si può punire chi è chiamato a rispondere del fatto commesso da altri?”.