L’AQUILA – “Il sorriso, la seduzione e il piacere ti elevano al di sopra dello scorrere del tempo. Questa in fondo per me e’ la magia del burlesque”.
L’appassionata riflessione è di Aldo Spahiu, regista e attore teatrale, albanese di origine e aquilano d’adozione, allievo di Ferdinando Taviani, docente di Storia del teatro all’ Univerisità dell’Aquila.
Regista dell’omonimo spettacolo della compagnia teatrale Les Folies Nuisettes, in scena l’1 giugno prossimo alle ore 22.30, e alle ore 24.00, al club Machiavelli Exlusive, a piazza Palazzo 12 nel cuore del capoluogo d’Abruzzo in via di ricostruzione.
Seducenti protagoniste saranno tre danzatrici, Alessia Neri, Laura Santamaria e Luisa Vivio, la cantante Elena de Simone. Ed anche il musicista e pianista Massimiliano Scatena. A conferire eleganza e suggestione, gli scintillanti costumi creati da Maria Grazia Cimini e il supporto sceno-tecnico di Edoardo Gaudieri.
“Lo spettacolo – spiega Spahiu – riproporrà il repertorio tradizionale del burlesque traendo spunto da pietre miliari cinematografiche come Lady of Burlesque, con Barbara Stanwyck, Welcome to Burlesque, famoso film con Cristina Aquilera, Il vero Burlesque di Mattieu Amalric, l’italiano Pane e Burlesque, di Manuela Tempesta“.
A rendere unico il burlesque, a porlo a distanze siderali da uno spettacolo erotico, o da un banale spogliarello, spiega inoltre il regista, è “la donna padrona del proprio corpo e dei propri sentimenti. Messi al servizio del gioco e del tease, senza volgarità e senza ingiustificate nudità”.
Genere di spettacolo “piccante” e satirico, con protagoniste ballerine provocanti nato in Inghilterra nel XVIII secolo, prosegue Sphaiu, “il burlesque ha secondo me avuto come età dell’oro gli anni ’40 e ’50, nel mondo anglossassone. Fu in in certo modo un’anticipazione della liberazione sessuale e di genere, che esplose poi negli anni ’60. Dopo un periodo di oblio e marginalità ora si assiste ad un ritorno di fiamma, a un suo nuovo protagonismo, che rappresenta oggi una reazione alla pornografia e alla nudità gratuita e mercificata, e senza né talento né poesia”. Filippo Tronca



