CHIETI – “La Leopolda parte dal cuore e non per scelta di opportunità, il fatto di essere qui con lo spirito giusto e trovarsi a proprio agio sono sentimenti che non sono tramontati e li porteremo avanti”.
I renziani della prima ora non si danno per vinti, nonostante con il tempo siano stati sorpassati, nei posti che contano, da molti integralisti bersaniani convertiti all’ultimo momento.
Alessandro Marzoli appartiene ai primi ed è sempre rimasto fedele alla linea. A Firenze per la sesta Leopolda, la seconda da quando Matteo Renzi è al governo, il consigliere comunale di Chieti inizia però a mettere i puntini sulle i.
“L’affetto che ho ricevuto qui da molti che oggi sono dirigenti dimostrano che gli apprezzamenti ci sono, ma devono trasformarsi in percorsi successivi anche politici”. Come a dire, “va bene essere inclusivi ma non ci si dimentichi di chi ha creduto nell’ex sindaco dal primo giorno”.
“Non è cambiato lo spirito con cui si affrontano i problemi e la possibilità di parlare in modo costruttivo di quello che va bene e di quello che va cambiato – dice ad AbruzzoWeb a proposito della kermesse – Siamo solo all’inizio del lavoro, bisogna arrivare nei territori, lo spirito innovatore deve ancora essere trasportato all’interno delle singole regioni, in particolare in quelle del Mezzogiorno e quelle in cui il centrosinistra non ha governato negli ultimi anni”.
“Oggi a differenza delle volte precedenti si puo’ iniziare a fare un bilancio della stagione di governo, ciò che è andato e quelli che sono i risultati dell’esecutivo”, aggiunge.
Restano rigorosamente fuori dalla vecchia stazione i temi caldi che potrebbero rovinare la festa al premier.
“In questo momento in cui si stanno ancora studiano i modi migliori per non far pagare a tutti le debolezze di un sistema che evidentemente ha sbagliato sia nel comportamento dei singoli che nel controllo – dice Marzoli a proposito del fallimento delle banche – prima di parlarne è bene prima capire e fare in modo che non accada più”.
“Lo dico io che vengo da Chieti che vive il disagio di decine di famiglie beffate da Carichieti, anche se aver salvato le banche ha aiutato sia i correntisti che le aziende”, aggiunge.
Nessun imbarazzo neanche per la ministro Maria Elena Boschi, figlia del vice presidente di Banca Etruria, una delle quattro fallite. “Non ha alcun suo interesse diretto”, per Marzoli.
Alla Leopolda entra invece il tema dell’ambiente, ma non viene sfiorata la petrolizzazione dell’Adriatico.
“L’Abruzzo ha tante preoccupazioni riportate quotidianamente al governo perché i territori sono sensibili al tema – dice – si devono sempre ascoltare tutte le ragioni dei territori, senza tuttavia bloccarsi davanti agli ostruzionismi locali ma neanche prescindendo dalla vocazione di alcuni territori, e quella ambientale, dei parchi e del turismo della nostra regione non si è mai persa di vista”.
A Firenze per la kermesse renziana quest’anno addirittura la direttrice generale della Regione Abruzzo, Cristina Gerardis, la cui presenza è stata suggellata dal selfie di rito con l’ex candidata segretario regionale, Alexandra Coppola.
Pochi i dirigenti e parlamentari abruzzesi, tra questi ultimi solo i deputati Gianluca Fusilli e Antonio Castricone. Immancabili invece, insieme a Marzoli, l’ex presidente del Consiglio comunale di Sulmona Antonio Iannamorelli e il vice segretario del Pd pescarese, Luigi Di Marco.
Alla Leopolda anche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini.




