L’AQUILA – Poteva esplodere, l’elicottero dei Vigili del fuoco che si è schiantato ieri a Campo Imperatore, se l’impatto con il terreno fosse avvenuto dalla parte del serbatoio.
È quanto emerge dalle prime risultanze dell’inchiesta aperte per dare una spiegazione all’accaduto dalla procura della Repubblica dell’Aquila, coordinata dal sostituto procuratore Fabio Picuti e seguita dai carabinieri.
Smentita, invece, l’ipotesi di una seconda indagine dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), poiché si tratta di un aeromobile di Stato e non ha competenza in materia.
Insomma, solo per un caso di sorte si è evitata una tragedia simile a quella di Campo Felice del 24 gennaio scorso, quando sei persone morirono nell’impatto tra la nebbia di un elicottero del 118 con la montagna innevata.
A bordo, come riporta il quotidiano Il Centro, vi erano il pilota, Daniele Cappelletti, romano, il secondo, Riccardo Causin, veneto, e il motorista, Pierluigi Paolini, di Chieti.
Un team di esperti, con migliaia di ore di volo all’attivo, e una manovra, quella dell’atterraggio, compiuta chissà quante volte e in condizioni ancora più critiche.
E con loro doveva salire anche il direttore delle operazioni di spegnimento (Dos) dei vigili, destinazione Farindola per valutare le possibilità di trasportare personale e materiali di soccorso in zona con l’elicottero.
A sette metri dall’atterraggio, però, il mezzo si è avvitato su se stesso ed è precipitato, adagiandosi su un fianco, come si vede anche nel video di AbruzzoWeb.
Tutti e tre i componenti dell’equipaggio, dopo lo schianto, sono riusciti a uscire da soli e allontanarsi dall’elicottero, dal quale proveniva puzza di benzina. Il pilota era perfettamente lucido, ancorché dolorante, così come gli altri.
Due feriti sono stati trasportati all’ospedale dell’Aquila e un altro a Pescara.
Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della stazione di Castel del Monte insieme al capitano Francesco Nacca, comandante della Compagnia aquilana. Il relitto è stato posto sotto sequestro.
Le indagini dovranno accertare che cosa non ha funzionato durante la manovra di atterraggio. Chi osservava le operazioni da terra non ha riferito la presenza di vento forte, anche se non si esclude una improvvisa, breve raffica che potrebbe aver fatto perdere il controllo al mezzo aereo.
L’ultima ipotesi rimasta in campo è dunque quella del guasto improvviso, anche se la questione dovrà essere chiarita al di là di ogni dubbio dagli accertamenti tecnici disposti.
Della tragedia ha parlato anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso dalla sua pagina Facebook ringraziando il lavoro encomiabile dei vigili del fuoco per l’incessante lavoro quotidiano nella lotta agli incendi che da settimane non danno tregua all’Abruzzo.
“Gli incendi boschivi colposi e dolosi realizzano anche questi incidenti. Grazie a Dio senza perdite di vite umane e senza alcun ferito. Un grande abbraccio ai vigili del fuoco pescaresi e abruzzesi che hanno rischiato la propria vita”, ha scritto.





