L’AQUILA – Un vertice martedì prossimo al ministero dell’Economia, in via XX settembre a Roma, per capire che cosa è andato storto in Consiglio dei ministri nell’approvazione dell’articolo 11 dedicato all’Aquila del cosiddetto “decreto enti locali” e per cominciare a progettare gli emendamenti con cui tentare necessariamente di modificarlo.
Il dl ha infatti anticipato alcune nuove norme sulla ricostruzione post-sisma che dovrebbero trovare posto in una legge da approvare in futuro, ma in alcuni passaggi chiave lo ha fatto male, con un testo che non era quello concordato con gli enti locali e le associazioni di categoria e che, se restasse così in sede di conversione in legge, porterebbe più danni che benefìci.
In particolare, l’incompatibilità per 3 anni estesa ai progettisti che abbiano lavorate con le ditte affidatarie dei lavori, che secondo gli addetti ai lavori spianerà la strada a una nuova ondata di imprese forestiere, e l’equiparazione del concordato di una ditta al fallimento, risolvendo i contratti e togliendo anche quel filino d’ossigeno che potrebbe permetterle di andare avanti, inguaiando, oltretutto, anche fornitori e subappaltatori.
L’incontro si svolgerà martedì 23 al termine di una giornata di lavori parlamentari, alle 19.30, e vedrà la presenza al tavolo del sottosegretario dell’Economia con delega al post-sisma Paola De Micheli dei parlamentari abruzzesi, a partire dalla senatrice Stefania Pezzopane che ha curato la stesura del testo.
Al tavolo dovrebbero essere presenti anche rappresentanti della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila e di quelli del “cratere”.
Sarà un secondo round dopo quello previsto quest’oggi in Regione, con la stessa senatrice, il vice presidente dell’ente, Giovanni Lolli, e le associazioni di categoria alcune sul piede di guerra, su tutte Ance e Ordine degli ingegneri.
Proprio De Micheli e Pezzopane si sono passate tra loro l’ultima versione delle norme “light” da cui pescare quelle da inserire nello strumento normativo immediatamente esecutivo varato dal governo. Ma alcuni articoli sono usciti da palazzo Chigi cambiati, per non dire stravolti, come già raccontato da AbruzzoWeb.
“Non è stato uno sbaglio grafico, non si tratta di una svista, ma di una scelta sbagliata da parte di qualcuno che non sappiamo chi sia, una scelta che dovrò dare battaglia per cambiare”, ribadisce la Pezzopane.
Sul comma relativo alle incompatibilità tra tecnici e ditte “c’è un’aggiunta e si ritorna all’impostazione della legge Legnini, aggiungendo anche i progettisti, ma è assurdo. Si tratta di una parola, progettisti, mai comparsa in nessun testo – prosegue – qualcuno, quindi, l’ha scritta senza consultarci. Così come nel comma che equipara il concordato al fallimento”.
I tempi sono abbastanza stretti. “Il decreto ancora non va in Gazzetta Ufficiale e deve venire in Parlamento, penso accadrà la settimana prossima – ipotizza – Alcuni emendamenti si potranno fare, sui punti che riguardano in qualche modo gli enti locali oggetto del dl. Non potremo inserire le proroghe per il personale, ma questi punti vanno sicuramente corretti”.
Se ne parlerà, quindi, in sede di legge di conversione, sperando di poter inserire ex novo capitoli tratti dalla proposta di legge presentata al Senato dalla stessa senatrice Pezzopane, che con il decreto approvato va più volte in contraddizione, altro sintomo della “entità” sconosciuta che ha messo mano al testo.



