L’AQUILA – “Mi aspetto che venga abrogato tutto l’articolo 11 e riproposto un decreto come Dio comanda. Mi dicono non si può fare, ma mie fonti che conoscono la materia mi assicurano di sì”.
Questa la netta presa di posizione ad AbruzzoWeb del presidente provinciale dell’Associazione costruttori (Ance), Gianni Frattale, all’indomani della riunione in Regione Abruzzo con le altre associazioni di categoria, il vice presidente, Giovanni Lolli, e la senatrice Stefania Pezzopane.
Un Frattale decisamente pessimista sulla possibilità di aggiustare in corsa, attraverso le modifiche nella legge di conversione da approvare entro 2 mesi, il cosiddetto “decreto enti locali” che proprio all’articolo 11 contiene parte delle nuove regole sulla ricostruzione post-sisma.
Ma alcune di esse, su aspetti chiave, sono sbagliate e così come sono state varate da palazzo Chigi rischiano perfino di peggiorare la situazione, invece che di migliorarla.
Di qui la necessità di emendamenti o di cancellazione delle parti incriminate attraverso lo stralcio, che, però, per Frattale deve essere totale.
“O bisogna ricominciare daccapo oppure quel decreto va chiarito, ma seriamente, a breve – aggiunge – altrimenti si ingessa tutto il territorio della ricostruzione, inutile illuderci. Non ci sono alternative, o sarà bianco o sarà nero”.
Al costruttore non interessa la genesi del misunderstanding che ha portato a norme che contraddicono quelle della proposta di legge Pezzopane, che avrebbe dovuto fungere da “faro”.
“Se si è sbagliato o si è fatto apposta adesso non è importante, ci devono trattare con equità e non con disparità rispetto all’intera nazione”, tuona.
“Ci sono anche questioni di costituzionalità e che darebbero il via a contenziosi – fa notare ancora – Se per vent’anni vogliamo fare i processi invece di ricostruire non c’è problema, affronteremo i problemi che vorrà la politica”.



