L’AQUILA – “La commissione che discute l’emendamento bipartisan in cui si elargiscono fondi per oltre 2 milioni di euro, vorrebbe licenziare il provvedimento nonostante il parere negativo dell’ufficio del Consiglio e senza il parere vincolante della struttura finanziaria della Giunta. Noi non ci pieghiamo a queste gravi violazioni e abbandoniamo l’aula”.

Così i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi (attuale capogruppo), Domenico Pettinari e Gianluca Ranieri, sui lavori della commissione Bilancio che oggi ha esaminato un provvedimento da loro definito nella seduta di martedì scorso “megamarchetta”, che assegna 2,5 milioni euro di cui 1 milione di contributi a pioggia con affidameni diretti ad associazioni, eventi e centri culturali.

I consiglieri sottolineano che “da questa mattina lottiamo affinché criteri di legalità e trasparenza siano applicati all’interno del palazzo regionale”.

“Abbiamo invitato anche i consiglieri di centrodestra ad abbandonarla affinché il rispetto delle norme sia garantito almeno dalla mancanza del numero legale in aula, ma non hanno seguito il nostro invito – continuano i grillini – Ci sentiamo lesi nei diritti e nelle prerogative delle nostre funzioni. Abbiamo richiesto questo parere finanziario prima di iniziare a discutere, perché secondo legge rappresenta una condizione vincolante per l’approvazione di norme che elargiscono soldi pubblici, ma non ci è stato dato”.

“Qui stiamo violando una norma sulla procedura e non possiamo far altro che abbandonare la seduta perché non si sta rispettando la legge”, sbottano ancora i Cinque stelle.

Secondo Ranieri, “dal primo giorno in Regione abbiamo sempre chiesto che ogni tipo di erogazione di fondi pubblici sia regolamentata da bandi a evidenza pubblica. Ancora di più quando è la legge che ce lo chiede – rimarca – Infatti, nonostante l’approvazione delle leggi 46 e 55, che prevedono l’attuazione di evidenze pubbliche per i fondi destinati alla cultura, i bandi che dovrebbero garantire meritocrazia e trasparenza ancora non vengono attuati e le leggi rimangono a prendere polvere nel cassetto, mentre si elargiscono ancora una volta soldi degli abruzzesi a pioggia con criteri che sembrano ad personam, lascando piena discrezionalità alla politica”.