L’AQUILA – “I fondi per L’Aquila capoluogo saranno trovati man mano, con le leggi ordinarie, con gli interventi finanziati dall’Europa, per sviluppare infrastrutture e il turismo nelle terre alte d’Abruzzo. Quello che fissiamo con questa legge è un principio dell’addizionalità: questa città come capoluogo di Regione avrà sempre diritto a un surplus di attenzione e di risorse”.
Addizionalità, questa la “parola magica” più volte evocata dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, nel corso seduta straordinaria del Consiglio comunale dell’Aquila, con al centro del dibattito la legge sull’Aquila capoluogo.
O meglio, sulle leggi, al plurale, visto che, accanto al testo ufficiale, a firma dello stesso governatore e del consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, anche lui presente in Consiglio, ci sono i testi alternativi del consigliere comunale dell’Aquila città aperta Giorgio De Matteis, e del consigliere comunale di Forza Italia Guido Liris.
Una seduta in cui, alla fine, oltre a queste due proposte, il Consiglio ha presentato un “documento di indirizzo”, non votato, sui cui contenuti il governatore ha preso numerosi appunti, assicurando che verranno inseriti nel testo normativo al momento della presentazione a palazzo dell’Emiciclo.
Tra i più accesi De Matteis, che ha richiesto il Consiglio, e che ha accusato la proposta di legge di Pietrucci di essere “vaga e senza dotazione finanziaria”. Visto che l’unica copertura certa prevista, lo 0,5 per cento degli introiti del bollo regionale, fanno poco più di 600 mila euro l’anno,”i soldi necessari per realizzare una rotonda”, ha ironizzato De Matteis.
Gli ha risposto nel suo intervento il sindaco, Massimo Cialente.
“Le polemiche sui fondi e sulla copertura finanziaria sono pretestuose – afferma il primo cittadino – e frutto di un modo superato di intendere la politica. L’intera Regione dovrà sviluppare, insomma, un’idea di sviluppo locale partendo dalle vocazioni di ciascuna area. A questo punto ogni singolo progetto destinato a un territorio diventa di interesse collettivo, evitando così frammentazione e assistenzialismo”.
Nella sua controproposta De Matteis però alza la posta, anche provocatoriamente, stabilendo tanto per cominciare “il trasferimento delle sedi degli assessorati regionali da Pescara all’Aquila”, che per Statuto regionale è appunto capoluogo e sede della Giunta con la “riduzione a mezzo di alienazione delle sedi di proprietà regionali ubicate fuori del territorio del capoluogo regionale”.
E nella proposta di legge di De Matteis c’è ancora il sostegno economico da garantire a un Polo fieristico della città dell’Aquila, e al Polo farmaceutico.
De Matteis ha poi chiesto, per dare sostanza ai progetti a favore dell’Aquila capoluogo, che D’Alfonso metta a disposizione personale della Regione per costituire un ufficio ad hoc.
D’Alfonso ha glissato sui primi punti, in particolare quello sugli assessorati da spostare dalla sua città, Pescara, all’Aquila, ha annunciato che la task force invece potrà essere costituita.
Anche Liris ha bollato priva di strategia la proposta di legge di Pietrucci, e ha ribadito un’altra impostazione, incentrata sui finanziamenti che la Regione deve assicurare per spezzare l’isolamento del capoluogo.
“L’Aquila deve diventare il fulcro – ha spiegato Liris – nel grande progetto della Macroregione Mediana, deve diventare città fulcro di un corridoio tra Tirreno e Adriatico, e anche tra nord e sud, in una visione progettuale da condividere con Lazio, Umbria e Marche. E per fare questo, all’interno del Comune serve una struttura stabile, finanziata dalla legge, capace di formulare e proporre in Europa progetti cantierabili”.
Un invito a nozze per D’Alfonso, che ha ribattuto che proprio questo significa il principio di addizionalità.
“Il nostro impegno – ha spiegato il presidente della Regione – è proprio quella di ridurre i tempi di percorrenza di 30 minuti tra L’Aquila e Pescara, con l’ammodernamento della ferrovia. Il nostro impegno è quello di completare la strategia dell’Euroregione adriatico-ionica, che consentirà di intervenire sulla ferrovia che corre lungo la costa, con una strategia complementare che deve invece svilupparsi sull’asse est ovest, con L’Aquila come fulcro”.
E non poteva mancare il riferimento alla smart city, visto che l’informatizzazione del cratere sismico, assicura D’Alfonso, “un tema che abbiamo già posto sui tavoli di Bruxelles”, e sull’Expo,dove ad essere messa in vetrina sarà proprio la montagna abruzzese, “le terre alte dell’Abruzzo, dato mondiale irripetibile, con i suoi 700 ettari di territorio, un unicum, un tesoro di biodiversità”.
Una suggestione che però non persuade De Matteis
“Se la legge L’Aquila capoluogo – sbotta il consigliere – deve ridursi ad un astratta evocazione delle nostre montagne, credo che la direzione è assolutamente sbagliata”.
Risultato della seduta alla fine la solenne promessa da parte di D’Alfonso, e Pietrucci, di prendere in seria considerazione tutti gli spunti emersi, durante il dibattito d’aula, ed ance contenuti negli altri progetti di legge.
“Ho sempre coltivato il confronto competitivo – spiega ispiratissimo il presidente – l’importanza dell’esame e riesame in cammino. La legge si può migliorare, non è un malloppo di quadrati, questa legge. Scatenatevi e miglioratela”.
Più prosaicamente il Consiglio comunale ha infine presentato un documento di indirizzo, che vede come primi firmatari i consiglieri Stefano Palumbo (Pd) e Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila), sottoscritto anche dai consiglieri Maurizio Capri,Tonino De Paolis, Alì Salem (Pd), Liris (Fi), Alessandro Piccinini (Nuovo centro destra), Raffaele Daniele (Unione di centro), Angelo Mancini (L’Aquila Oggi) Ermanno Giorgi, (Centro democratico), Giuliano Di Nicola (Italia dei valori).
Attraverso il documento l’assemblea chiede che “il Consiglio regionale approvi un disegno di legge che abbia come obiettivo la facilitazione dell’esercizio delle funzioni amministrative e istituzionali connesse al ruolo di città capoluogo”.
Il documento prosegue con l’indirizzo di prevedere “strumenti innovativi per il governo dei processi di sviluppo della sua area territoriale. Tutto ciò anche attraverso la costituzione di organi di raccordo, che favoriscano percorsi di governance interistituzionale, in cui siano presenti Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila, oltre ad una rappresentanza qualificata dei Comuni che compongono il sistema territoriale aquilano, e che siano dotati di autonomia progettuale, propositiva e decisionale nel perseguimento delle finalità previste dalla legge, nonché di operatività, da garantire attraverso l’attribuzione di risorse regionali, mediante l’istituzione di sistemi di conoscenza condivisi, progetti, studi di fattibilità, strutture di monitoraggio e valutazione”.




