L’AQUILA – “Tra le tante priorità degli abruzzesi siamo certi che non c’è quella di una nuova legge elettorale. Il tempo che i nostri legislatori regionali dovranno dedicare a questo argomento dovrebbe essere utilizzato per dare soluzioni a cose ben più serie che turbano l’esistenza a tanti concittadini”.

Ne è convinto il coordinatore regionale di Demos Abruzzo, Alfonso D’Alfonso, che in una nota spiega: “se sono errati sia la tempistica che l’oggetto, ancora più gravi sono i contenuti della proposta di nuova legge elettorale presentata in questi giorni dal presidente della Regione Marco Marsilio”.

“Sia chiaro – precisa -, è nel pieno diritto del presidente proporre una nuova legge elettorale ma lo è anche per noi denunciare gli effetti devastanti che questa provocherebbe negli assetti di rappresentanza territoriale del prossimo consiglio regionale. Con il pretesto di superare i campanilismi si intende abolire i collegi provinciali (ogni provincia elegge i propri consiglieri assegnati) e prevedere un unico collegio regionale con un sistema proporzionale a tre preferenze di cui una riservata ad una candidata donna. In altre parole tale proposta, ben lungi dal contrastare i campanilismi,  metterà l’intera comunità abruzzese all’ombra di un unico campanile, quello di San Cetteo protettore del capoluogo adriatico”.

“Tutto questo – aggiunge D’Alfonso – non è una nostra congettura ma una semplice deduzione derivante dal fatto che dove c’è un numero preponderante di elettori è più semplice eleggere consiglieri o condizionarne l ‘elezione a danno soprattutto delle aree interne e ancora peggio dei due crateri. Va altresì considerato che una competizione elettorale su collegio regionale comporta costi elevati che si potrà permettere solo chi dispone di ingenti risorse, oppure che potrà contare sull’appoggio di forti potentati economici”.

“In tal modo – osserva – i territori più deboli sia in termini demografici che economici si vedranno vanificare ogni possibilità di poter eleggere propri rappresentanti in Consiglio regionale a partire dalle aree dei due crateri. Anche la presenza femminile nella prossima assise regionale sarà mortificata, grazie alle grandi disparità introdotte da questo sistema elettorale”.

“Per dire ‘no’ a questa proposta non sarà sufficiente la sola opposizione in Consiglio regionale, troppo debole e divisa la minoranza, per giunta composta da consiglieri ad un anno circa dal voto, presi dalla ricerca di tutto ciò gli possa procurare vantaggi per la riconferma. Demos Abruzzo si adopererà per mobilitare tutte le forze politiche e sociali dai territori, confidando che i sindaci e i Consigli comunali dei diversi schieramenti siano i protagonisti  di questa azione quali autentici portatori di interessi territoriali che sono cosa ben diversa dalla politica dei campanili”.

“Avvicinare le istituzioni alle comunità locali è uno dei compiti primari della buona politica e fare percepire la presenza dell’ente regione a chi ha fatto della resilienza una scelta di vita è cosa che solo la presenza di rappresentanza locale può garantire. Dire ‘no’ a questa legge elettorale significa dire ‘sì’ alla possibilità di rappresentare il territorio  dove si è nati e e dove si è scelto di vivere”, conclude D’Alfonso.