L’AQUILA – “Dei seicento assunti precari non mi frega niente”. Parole e musica del parlamentare Pd Giovanni Lolli.
I giorni erano quelli caldi in cui si stava discutendo nelle commissioni congiunte alla Camera (Finanze e Attività produttive) del maxi emendamento al decreto crescita contenente le misure per la fine del regime commissariale e la ricostruzione. La cosiddetta legge Barca, modificata dagli emendamenti presentati dai parlamentari abruzzesi, con il democrat e il pidiellino Marcello De Angelis tra i più attivi.
E dal resoconto stenografico dell’audizione dell’11 luglio è riportata l’espressione riportata su, attribuita all’onorevole del Pd che successivamente corregge il tiro e spiega meglio cosa intendesse dire.
A segnalarlo ad AbruzzoWeb un lettore Stefano Pitti, che in una mail scrive, “In allegato il resoconto stenografico delle commissioni VI e X della camera dei deputati. – scrive nella mail – Sarebbe utile leggere a pagina 27 cosa che dice l’onorevole Lolli riguardo ai lavoratori precari di L’Aquila. È bene sapere che politici ci sono in città ed è bene cominciare a capire di pasta sono fatti, ma soprattutto bisogna cominciare a rassegnarsi, in quanto L’Aquila con Barca e Cialente/Lolli (e la Pezzopane dove la mettiamo?) non verrà mai ricostruita, visto che le loro priorità sono le poltrone e le assunzioni clientelari per ripagare dei voti ricevuti o magari per altri favori ricevuti o da ricevere. Spero che si possa cominciare a fare un po di chiarezza in questa città e soprattutto che tutti voi, mezzi di informazione, denuncierete sempre queste situazioni”.
Al centro del dibattito il futuro del personale con contratto a tempo determinato assunto presso l’Ente comunale dopo il sisma. Come noto anche alle pietre nei prossimi giorni, ma la pubblicazione era attesa a cavallo di Ferragosto, verrà pubblicato il bando per la selezione di trecento persone da assumere con contratto indeterminato (128 al Comune dell’Aquila, 72 per i municipi del cratere e 100 presso il ministero delle Infrastrutture) da impiegare nella ricostruzione.
Solo nel capoluogo i precari sono 230, con contratto in scadenza a fine anno, a cui vanno aggiunti i lavoratori che prestano servizio per conto della società Abruzzo Engineering. Gioco forza non tutti con il “concorsone” riusciranno ad ottenere un stabilizzazione.
Ma a Lolli, come riportato nel documento della Camera, interessa più che il futuro dei dipendenti come funzioneranno le cose, ricordando, comunque, che la pianta organica del Comune dell’Aquila è sottodimensionata rispetto ad altri comuni di pari dimensioni.
“Per quanto riguarda il personale, vedo un equivoco nella discussione che si sta svolgendo oggi. Nessuno di noi (certamente non il Ministro, né io) viene qui a porre il problema del destino dei 600 assunti precari. Devo fare un’affermazione un po’ cattiva: non me ne frega niente” affermò Lolli, che successivamente spiegò meglio il suo pensiero.
“Per dirlo meglio, mi preoccupa molto poco questo problema, mentre mi interessa moltissimo come funzionano le cose. Ciò premesso, questi 600 precari stanno lavorando, ad esempio, presso un comune, L’Aquila, che ha una pianta organica di 610 unità di personale e 370 dipendenti di ruolo. Ho voluto confrontare tale situazione con quella di un comune omologo, Potenza, che è grande come L’Aquila e, come questa, è capoluogo di regione. Ebbene, Potenza ha in pianta organica, ed effettivamente a ruolo, 610 dipendenti. Non chiedo assolutamente che si colmi tale vuoto. Aggiungo che non si tratta di salvare i precari: non mi interessa, perché non stiamo proponendo alcuna sanatoria”.
Affermazioni contenute alle pagine 27 e 28 del resoconto.
L’INTERVENTO COMPLETO
Mi riferisco ai parlamentari che hanno fatto parte del Comitato ristretto della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici e che hanno lavorato con il Ministro. In quella sede, tutti i partiti sono rappresentati; poi, se qualcuno ha ritenuto di non partecipare, sono problemi
suoi.
Personalmente, apprezzo molto, perché considero importantissimo il tema, l’accenno del Ministro ai problemi della governance e del ruolo dei comuni. Va benissimo che ci siano due uffici. Tuttavia, deve essere chiarito che non si vuole creare una situazione di potere duale, la quale genererebbe ulteriore conflittualità. Insomma, seguiamo pure la filosofia secondo la quale al centro ci sono i comuni, ma la provincia e la regione hanno un enorme ruolo. Pensiamo, per esempio, che la Provincia di L’Aquila ha delegato per intero la gestione al Genio civile, che rappresenta uno strumento decisivo per la ricostruzione. La regione, a sua volta, dovrebbe approvare alcune norme, in modo particolare in materia urbanistica.
Per quanto riguarda il personale, vedo un equivoco nella discussione che si sta svolgendo oggi. Nessuno di noi – certamente non il Ministro, né io – viene qui a porre il problema del destino dei 600 assunti precari. Devo fare un’affermazione un po’ cattiva: non me ne frega niente! Per dirlo meglio, mi preoccupa molto poco questo problema, mentre mi interessa moltissimo come funzionano le cose.
Ciò premesso, questi 600 precari stanno lavorando, ad esempio, presso un comune, L’Aquila, che ha na pianta organica di 610 unità di personale e 370 dipendenti di ruolo. Ho voluto confrontare tale situazione con quella di un comune omologo, Potenza, che è grande come L’Aquila e, come questa, è capoluogo di regione. Ebbene, Potenza ha in pianta organica, ed effettivamente a ruolo, 610 dipendenti. Non chiedo assolutamente che si colmi tale vuoto.
Aggiungo che non si tratta di salvare i precari: non mi interessa, perché non stiamo proponendo alcuna sanatoria. Vi dovete rendere conto, però, che il comune di L’Aquila, e gli altri, così come stanno messi, non ce la possono fare.
Chi non ha proposte specifiche su questo punto, si deve assumere la responsabilità di dire che la ricostruzione si ferma. Non so se possiate immaginare il lavoro che, oltre all’attività ordinaria, si va a scaricare in particolare sul comune de L’Aquila, chiamato a gestire una gigantesca e complicatissima vicenda.
Anziché chiedere una sanatoria, mi sembra serio stabilire che il personale che serve si recluta attraverso concorsi. Oppure pensate che si debba continuare ad andare avanti con i 600 precari?
Sugli altri problemi, più di merito, parlerò più avanti, quando illustrerò le mie proposte emendative.



