L’AQUILA – Maggiore coinvolgimento da parte del governo nelle decisioni che riguardano il territorio colpito dal terremoto del 2009.

Lo chiedono gli ordini professionali con una lettera inviata al capo dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali, Aldo Mancurti, stretto collaboratore del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, inviato speciale dell’esecutivo Monti per la ricostruzione.

La nota, a firma del presidenti della provincia dell’Aquila degli ordini degli ingegneri e degli architetti, Paolo De Santis e Gianlorenzo Conti, e quelli dei collegi dei geometri e dei periti industriali, Giampiero Sansone e Maurizio Papale.

I tecnici, inoltre, chiedono una differenziazione dei percorsi tra professionisti e imprese nell’acquisizione delle offerte, tre per i primi, cinque per i secondi, per la redazione dei progetti e la realizzazione dei lavori, come previsto dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri numero 4013 dello scorso marzo.

Continuano, quindi, anche se con i toni morbidi scelti dagli ordini, le accuse di scarsa partecipazione alla “legge-Barca” sul terremoto, contenuta nel decreto “Crescita” approvato con la fiducia dalla Camera e attualmente all’esame del Senato.

Un provvedimento criticato da molti, in particolare dai paesi del “cratere” per la scelta di privilegiare la ricostruzione dagli edifici diversi dall’abitazione principale a unico proprietario, le cosiddette “seconde case”, solo nel centro storico dell’Aquila, lasciando fuori quelle delle frazioni e degli altri comuni.

Oltretutto su quelle finanziabili incombe la scure dell’appalto pubblico, reso obbligatorio dalla legge, che rischia di allungare all’infinito i tempi di apertura dei cantieri.

Anche la commissione per la Ricostruzione della Provincia dell’Aquila, presieduta dal consigliere Paolo Federico, ha giudicato il testo “nebuloso, cervellotico e poco rispondente alle esigenze del territorio”.

LA LETTERA DEGLI ORDINI A BARCA

Ai fini dell’efficacia e dell’economicità della azione pubblica nella ricostruzione post-sisma dei centri storici, per quanto già discusso nell’ultima riunione del 17.07.2012 si evidenzia l’importanza, ai fini della trasparenza, efficacia ed economicità degli interventi, di valorizzare i distinti compiti delle professioni rispetto a quelli delle imprese.

In particolare il valore del merito tecnico dell’offerta dell’impresa connesso alle possibilità di miglioramente della stessa sul piano tecnico anziché su quello economico del ribasso, costituisce un elemento qui già sottoposto alle perfezionabili esperienze fatte confrontabile con l’opportuna qualità del progetto, quale elemento di riferimento per una ricostruzione di qualità con al centro la sicurezza del lavoro come risorsa attuabile in modo nuovo, collegiale o congiunto tra professionisti del settore, e che può estendersi per soddisfare le esigenze di economia di scala connesse all’utilizzo di risorse pubbliche fino ad esempio ed in sintesi:

– alla convenienza economica delle sostituzioni edilizie valutata in base ai prezzi per l’edilizia economica e popolare, ed a quanto in merito può essere deciso per fabbricati di particolare pregio per i monumenti;

– agli approfondimenti della microzonazione sismica per la puntuale definizione delle azioni sismiche per una congrua e giustificata spesa;

– nonché per essere, a seconda del livello di approfondimento del progetto, successivo allo studio di vulnerabilità sismica, elemento di garanzia per la spesa e finanche per la conferma e applicazione dei parametri di costo.

L’inserimento di giovani professionisti è un’esperienza che ha dato esito soddisfacente e se ne auspica la continuazione.

Sul piano delle procedure e della programmazione temporale ed economica si auspicano percorsi attuativi snelli e solleciti.

Pienamente disponibili ad intervenire nelle fasi di definizione delle ulteriori procedure e semplificazioni che dovranno essere emanate nei prossimi decreti.