L’AQUILA – “Non so come mai se ne stia occupando lui, immagino ci sia una condivisione di intenti con il presidente della Commissione Sanità”. 

Sono cordiali i toni dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, tuttavia la partecipazione dell’assessore ai Lavori pubblici Donato Di Matteo al tavolo tecnico con il presidente della commissione Sanità Mario Olivieri, per stesura di una proposta di legge regionale sull’autismo, rischia di provocare un incidente diplomatico all’interno della stessa Giunta.

Paolucci che rimarca “di non sapere nulla” dell’interessamento di Di Matteo precisa inoltre che la legge “non è ancora nella disponibilità del suo assessorato, visto che è stata presentata per ora solo in Consiglio”.

Nel dibattito sulla revisione della legge sull’autismo, interviene Marco Valenti, direttore del Centro di riferimento regionale Autismo dell’Aquila che critica duramente Di Matteo: “Se un assessore ai Lavori pubblici si interessa di autismo io mi preoccupo”, afferma. 

La critica di Valenti, che è anche docente di Epidemiologia dell’Università del capoluogo, è “all’ipotesi messa sul tavolo tecnico di prevedere un centro per ogni Asl della regione. Una sciocchezza, se si pensa allo sperpero di denaro pubblico che comporterebbe e soprattutto alla perdita di efficienza del servizio”.
 
“Un centro unico come il nostro – precisa – Riesce infatti a dare dei servizi di secondo livello che nei centri periferici non possono fare. Quel progetto è finalizzato alla frammentazione, al localismo e forse a piccoli favori personali”.
 
Valenti chiede quindi che il centro di riferimento regionale “resti all’Aquila per continuare a garantire l’eccellenza del servizio. La diagnostica avanzata di secondo livello richiede che sia fatto in un centro di alta specializzazione che è qui dal 2007 dove tra l’altro abbiamo anche la ricerca dell’Università che ci affianca e un team di ricerca neuropsicologica a con il fior fiore di professori che hanno avuto riconoscimenti a livello internazionale”.
 
Un centro, quello aquilano, che si avvale di una strumentistica avanzata che consente di fare diagnostica avanzata anche su bambini molto piccoli.
 
“La legge 134 del 2015 prevede che ogni regione si doti del suo centro regionale di riferimento – aggiunge – In questo noi siamo stati dei precursori grazie alla legge regionale che istituì il nostro nel 1997, a firma di Gianni Mellilla e di Stefania Pezzopane”.
 
“Adesso Di Matteo vorrebbe far cessare tutto questo – sottolinea Valenti – per difendere non si sa bene quali interessi localistici di Pescara e vasto, precisando inoltre, in un comunicato della Regione che il tale dottor ‘xy’ di Pescara avrà un ruolo prevalente in questo progetto. È scorretto istituzionalmente legare processi istituzionali, appunto, ai nomi delle persone tantomeno se si è assessori di peso”. 
 
“Vorrei ribadire che il presidente della commissione Sanità  Olivieri è una persona per bene e convinta di ciò che dobbiamo fare – conclude –  Guardo tuttavia questa interferenza di Di Matteo con preoccupazione particolare. Un interesse che mi pare funzionale a tutto tranne che al sistema”.

“La legge è stata presentata in Consiglio e non è ancora nella disponibilità nell’assessorato, appena l’avrò sarà analizzata.
Non so come mai se ne stia occupando lui, immagino ci sia una condivisione di intenti con il presidente della Commissione”. (red.)