L’AQUILA – “Chi muove accuse di ‘incoerenza’ o di ‘tradimento’ nei confronti della Lega, è come se accusasse se stesso, perché io ricordo che cinque anni fa in una situazione analoga accadde proprio questo a Chieti e ad Avezzano, e l’anno scorso il centrodestra non è andato unito neanche alle elezioni di Ortona”.
Sul dibattito nel pieno della campagna elettorale per le amministrative abruzzesi dei prossimi 24 e 25 maggio, irrompe Luigi D’Eramo, 50enne aquilano sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste che sia pur vestendo la casacca del centrodestra al governo del Paese, risponde per le rime agli attacchi che da settimane gli alleati di Fratelli d’Italia e di Forza Italia rivolgono alla dirigenza del Carroccio.
In una intervista ad Abruzzoweb, l’ex segretario regionale della Lega, replica in particolare a chi accusa nelle file dei due partiti alleati storici, di essere andato per conto suo nelle due sfide più importanti, in termini di popolazione coinvolta, delle comunali in Abruzzo: Chieti ed Avezzano.
D’Eramo si riferisce al fatto che ad Avezzano, cinque anni fa, il candidato allora leghista Tiziano Genovesi, ora in Forza Italia, non ebbe l’appoggio proprio di Forza Italia, e lo stesso è accaduto con il candidato sindaco leghista a Chieti Fabrizio Di Stefano, con la defezione di Fi, come pure il centrodestra si è diviso anche ad Ortona l’anno scorso.
Il punto è, ragiona dunque il sottosegretario, che molto dipende dai singoli scenari, e la Lega in ogni caso “ha fatto la scelta migliore per dare una buona amministrazione ai cittadini, che è quello che conta”.
A Chieti, 51mila abitanti in pista cinque candidati, e il centrodestra, come avvenuto cinque anni fa, si presenta spaccato, contro il principale avversario, l’ex vicepresidente del Csm, ex sottosegretario e commissario ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini, a capo della coalizione di centrosinistra, con sette liste, e in continuità con l’amministrazione del sindaco uscente Diego Ferrara. Nel centrodestra si candidano invece l’avvocato Cristiano Sicari e il capogruppo della Lega, Mario Colantonio, ex assessore comunale ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, dipendente della Provincia di Chieti. Ci sono poi civici Alessandro Carbone, Giancarlo Cascini e Olinto Amoroso.
Ad Avezzano, 41mila abitanti, si ricandida il sindaco civico Gianni Di Pangrazio, con sette civiche, e tre politiche, ovvero quelle della Lega, dell’Udc e Azione politica.
Ad appoggiare l’ex questore Alessio Cesareo, invece Fratelli d’Italia, da Forza Italia, da Noi Moderati, e dalla civica del sindaco, Città Sicura. Il centrosinistra si è coalizzato intorno all’ex assessore e avvocato Roberto Verdecchia, in corsa poi per Italia sovrana e popolare l’ex consigliere regionale del M5s Gianluca Ranieri e Loreta Ruscio, della civica Io Ci Sono.
Sottosegretario, a pochi giorni dal voto come vede la Lega e il centrodestra alla sfida delle amministrative del 24 e 25 maggio prossimi, elezioni che arrivano dopo la batosta al referendum?
Parto da un dato che credo sia un po’ sotto gli occhi di tutti: la Lega è un partito molto radicato su tutto il territorio regionale e porta avanti quotidianamente con impegno, determinazione e tanta professionalità la propria attività politica e soprattutto amministrativa, in tutti i comuni dove governiamo, ed anche dove svolgiamo il ruolo di opposizione. Chiaramente questo avviene anche all’interno della Regione Abruzzo. Ritengo che la Lega sarà un assoluta protagonista anche in questa campagna elettorale, la vera sorpresa. Nelle nostre liste ci sono professionisti, commercianti, studenti, rappresentanti del terzo settore oltre ai nostri rappresentanti nelle istituzioni uscenti.
Il suo partito nei due comuni più importanti al voto in questa tornata, Chieti ed Avezzano, ha rotto però l’alleanza con Fdi e Fi. Cosa risponde a chi vi accusa di ‘incoerenza’, di ‘tradimento’, di aver compromesso l’unità del centrodestra?
Chi muove accuse di incoerenza o di tradimento è come se accusasse se stesso, anzi accusa se stesso perché io ricordo che cinque anni fa in una situazione analoga accadde proprio nei comuni di Chieti e di Avezzano e l’anno scorso ad esempio il centrodestra non è andato unito neanche alle elezioni di Ortona. Questo lo dico perché non si possono muovere accuse di questo tipo quando poi sono altri a fare delle scelte dettate esclusivamente da condizioni del tutto particolari che ogni singola città vive. Noi abbiamo fatto scelte chiare nel solo ed unico ed esclusivo interesse del perseguimento del bene comune per le due città.
Cosa vi ha spinto dunque a appoggiare Di Pangrazio ad Avezzano?
Nel caso specifico di Avezzano la nostra dirigenza locale ha deciso convintamente di continuare l’esperienza amministrativa con il sindaco uscente e quindi di sostenerlo nuovamente in questa competizione elettorale. Perché eravamo e siamo parte integrante della maggioranza, abbiamo un assessore in giunta e in questi anni abbiamo lavorato tanto come Lega per raccogliere risultati che credo siano un po’ sotto gli occhi di tutti. Sgombriamo anche il campo da altre battute che vengono sistematicamente formulate da qualche simpaticone: il sindaco di Pangrazio è un sindaco civico, gran parte della coalizione che lo sostiene è composta da forze civiche e poi ci siamo noi e altre realtà storicamente ricollegabili al centrodestra.
Quale è il suo giudizio sul candidato Cesareo e anche degli altri tre?
Non amo esprimere giudizi sui competitor, non l’ho mai fatto e non lo farò neanche in questo caso. Dico semplicemente che la nostra proposta politica e programmatica la reputo assolutamente innovativa, l’unica che può dare quelle risposte di continua crescita per la città di Avezzano.
Quale è in generale il rapporto della Lega con le forze civiche?
I rapporti della Lega con le realtà civiche nelle elezioni comunali sono esclusivamente basati sulla condivisione di progettualità, di pianificazione, di visione, caso per caso, come ad Avezzano, appunto, quindi come conseguenza di una proposta programmatica che si intende portare avanti con quelle forze civiche che con la Lega vogliono confrontarsi e lavorare davvero insieme.
Altra partita importante è quella di Chieti, ed anche qui la Lega si è smarcata con il candidato Colantonio, da Fi e Fdi che propongono Sicari. Quali le ragioni di questa scelta?
Va ricordata innanzitutto la fase di confronto interno che abbiamo avuto con gli alleati e per noi uno dei punti principali era la necessità di individuare a Chieti un candidato politico, che portasse con sé un bagaglio di esperienza politica ed amministrativa. E non abbiamo mai condiviso, nel caso specifico di Chieti, viste anche le peculiarità del capoluogo di provincia, una scelta che ricadesse su una figura civica. Abbiamo proposto a tutto il centrodestra la figura di Mario Colantonio, uomo che ha una grandissima e lunghissima esperienza amministrativa, una persona apprezzatissima dai cittadini, che ha ricoperto negli anni diversi incarichi di governo cittadino. Insomma, una garanzia per poter far risollevare il comune di Chieti e farlo tornare protagonista all’interno dello scenario della politica abruzzese.
E poi cosa è accaduto?
Altri non hanno voluto condividere questo percorso e noi siamo rimasti dell’idea che Mario Colantonio sia la figura migliore per garantire a Chieti un sindaco oggettivamente capace e operativo.
In campagna elettorale, si dice che abbia più chance di ballottaggio la Lega con Colantonio che il resto del centrodestra con Sicari, lo conferma?
Non sono innamorato dei sondaggi, raccomando anzi sempre di rimanere fortemente concentrati in campagna elettorale a portare avanti la nostra proposta. C’è però oggettivamente un sentiment assolutamente positivo che in questo momento sta caratterizzando la candidatura di Mario Colantonio, una persona che conosce ogni centimetro quadrato della città di Chieti, ne conosce le problematiche, ma soprattutto le grandi potenzialità. Credo dunque che Mario Colantonio possa andare al ballottaggio e che soprattutto possa vincere al ballottaggio.
Come vede il ritorno in campo di un big come Legnini?
Partiamo da una riflessione: io poche volte ho visto non ricandidare un sindaco uscente per un secondo mandato, che è quello che è accaduto nella città di Chieti. Quindi il centrosinistra ha pesantemente bocciato l’attività amministrativa, lo stesso governo del centrosinistra, del sindaco uscente, tanto è vero che hanno avuto la necessità appunto di metterlo da parte e eh trovare un nuovo candidato sindaco. La scelta è ricaduta così su Legnini che sicuramente è una figura importante che nella sua carriera politica ha ricoperto ruoli di primo piano, ma io non credo che questo sarà sufficiente per portare il centrosinistra alla vittoria, perché quando si cambia un sindaco significa denunciare plasticamente il fallimento dei precedenti cinque anni di amministrazione.




