L’AQUILA – Una nomina destinata a scompaginare gli equilibri di potere all’interno della Lega abruzzese: è quella, a coordinatore regionale degli enti locali, di cui è stato insignito Luigi D’Eramo, parlamentare aquilano dei salviniani, vice coordinatore abruzzese, ed entrato nel cerchio magico del partito dopo la nomina a commissario in Puglia, scelta fatta direttamente dal Matteo Salvini.

L’investitura in una riunione lunedì scorso a Dragonara, vicino Pescara, nel corso di una riunione con Stefano Locatelli, nuovo coordinatore nazionale enti locali, altro fedelissimo di Salvini. Un accrescimento del peso politico di D’Eramo, che non fa certo piacere al coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma, rosetano e anche lui deputato.

Tra lui e D’Eramo non corre infatti buon sangue, e non solo per ragioni di appartenenza territoriale, teramano il primo, aquilano l’altro. Basti ricordare le dure critiche di D’Eramo, in replica alle esultanze di Bellachioma, all’indomani dei risultati delle elezioni europee. Il parlamentare aquilano ha fatto notare al suo collega che al di là delle lusinghiere percentuali, in Abruzzo la Lega non ha mandato a Bruxelles nemmeno un candidato, a cominciare dalla cardiologa aquilana Elisabetta De Blasis, sostenuta da D’Eramo, che ha sfiorato lo scranno comunitario per soli 4mila voti e, secondo il deputato aquilano e il suo entourage “tradita” dal partito che in alcuni territori (vedi le province di Teramo e di Pescara).

Bellachioma, va infine ricordato, non vive un buon momento, dopo la love story la 40enne giuliese Barbara D’Antonio, finita in modo traumatico, dalle cronache rosa alle carte bollate e minacce di querele. Vicenda che sta causando imbarazzo e irritazione nei vertici nazionali della Lega.