L’AQUILA – Peggiorano i risultati sulle cure essenziali in Italia: nel 2022 appena 9 regioni su 21 le garantiscono a pieno.

Sono ben 12 (erano solo 7 nel 2021) tra regioni e Pa che non riescono ad essere sufficienti in tutte e tre le macro aree prevenzione-ospedale-territorio). Al top troviamo il Veneto, seguito da Emilia-Romagna e Toscana. Bene anche Lombardia e Pa Trento. Flop in Valle d’Aosta, Calabria e Sardegna.

Sono i dati (ancora provvisori) del Ministero della Salute che sono stati presentati in audizione in Senato dalla Direzione Programmazione.

Nel 2022 le Regioni che presentano un punteggio inferiore alla soglia in una o più macro-aree sono: in una macro-area: Bolzano (Prevenzione), Liguria (Prevenzione), Lazio (Prevenzione), Abruzzo (Prevenzione), Molise (Prevenzione); in due macro-aree: Piemonte (Distrettuale, Ospedaliera) Campania (Prevenzione, Distrettuale), Basilicata (Distrettuale, Ospedaliera) Calabria (Prevenzione,Distrettuale), Sicilia (Prevenzione, Distrettuale), Sardegna (Prevenzione, Distrettuale); in tre macro-aree: Valle d’Aosta.

In particolare, per quanto riguarda l’Abruzzo, la regione è sotto la soglia, a 49, 31 nell’area prevenzione, mentre è al 63,52 per l’area distrettuale e al 72,63 per l’area ospedaliera.

Le regioni che hanno numeri sotto la sufficienza in uno degli indicatori sono Bolzano, Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, tutte nella ‘Prevenzione’. Sono invece carenti in due settori il Piemonte (Distrettuale e Ospedaliera), la Campania (Prevenzione, Distrettuale), la Basilicata (Distrettuale, Ospedaliera), la Calabria (Prevenzione e Distrettuale), la Sicilia (Prevenzione e Distrettuale) e la Sardegna (Prevenzione, Distrettuale).

Risultati sotto la soglia invece per la Valle d’Aosta in tutti e tre gli indicatori.

“Secondo i primi dati, ancora non definitivi, il Veneto primeggia ancora nella capacità di erogare ai cittadini i Livelli essenziali di assistenza che sono da tutti dovuti sulla base della Costituzione.- afferma il presidente della Regione Luca Zaia – Una valutazione che ci rende orgogliosi e che dedico a tutti i lavoratori della sanità, che combattono ogni giorno per tenere alto il livello delle prestazioni nonostante i mille problemi di questo periodo, a cominciare dalla carenza
nazionale di personale”.

“Sicuramente è una soddisfazione che il Friuli Venezia Giulia si piazzi ai primi posti in Italia nel rapporto sui Lea, dati che smentiscono molte cassandre che ogni giorno siamo costretti ad ascoltare – commenta l’assessore alla Salute della Regione Friuli Riccardo Riccardi – Questo non significa che tutto va
bene, ma che noi dobbiamo continuare a lavorare sugli indicatori. Siamo una delle poche regioni italiane che garantiscono ancora i Lea. Questo non significa stare seduti perché se vediamo gli indicatori, ci portano a una situazione che supera l’esame, ma evidenziano delle performance che si riducono negli anni. In alcuni passaggi sulla prevenzione noi aumentiamo, però la parte distrettuale fa fatica, si riduce”.