L’AQUILA – Enrico Cavalli, con l’editore Berardino Marinacci dell’Aquila, ha presentato il suo splendido libro “Le origini sociali dello sport e del calcio aquilano” che rappresenta una ricerca precisa e puntuale di un periodo storico che comprende mezzo secolo di vita, come ha ben precisato il giornalista Dante Capaldi nella sua presentazione fatta dinanzi ad un pubblico numeroso, di ex allievi dell’Isef e di appassionati dello sport, che ha saputo ben apprezzare i valori dell’opera.
Il saluto iniziale è stato portato dall’onorevole Giovanni Lolli e da vice sindaco dell’Aquila Giampaolo Arduini. Sono intervenuti, tra gli altri, il dottor Roberto Marotta, presidente della Fondazione Carispaq, Francesco Aloisio, presidente del Panathlon, e la professoressa Maria Giulia Vinciguerra, della Facoltà di Scienze Motorie che ha portato il saluto della professoressa Leila Fabiani preside di Facoltà.
All’interessante dibattito coordinato dal Antonio Papponetti, dirigente della federazione Italiana Gioco Calcio, hanno preso parte anche Antonello Passacantando coordinatore provinciale professori di educazione fisica, lo storico Walter Cavalieri, il presidente Deputazione Storia Patria Walter Capezzali, il manager sportivo Giuseppe Tambone, iil medico sportivo Giorgio Spacca, il giornalista sportivo Adriano Cantalini.
A vivacizzare l’incontro un vivace scambio di opinioni tra Giampaolo Arduini e l’onorevole Giovanni Lolli. Arduini ha tenuto a precisare e mettere in risalto il lavoro continuo e concreto del Comune dell’Aquila e suo personale che, dopo il terremoto, è riuscito a “salvare” lo Stadio Comunale che doveva essere requisito dalla Protezione Civile per montarvi delle tende.
Arduini ha colto l’occasione per evidenziare la colpevole assenza degli imprenditori aquilani che preferiscono non investirema “aspettare solo dal Comune di ottenere appalti di lavoro per i loro interessi”.
Tornando al libro di Cavalli dobbiamo mettere in risalto come nelle 165 pagine siano state brillantemente messe in evidenza come dalla fine dell’800 al 1945 il crescente coinvolgimento popolare ed un ambiente istituzionale hanno portato il capoluogo abruzzese ad un livello di avanguardia nelle varie discipline a squadra e individuali supportate dalle moderne strutture dello stadio comunale degli anni Trenta.
Per concludere, si è trattato di un bel lavoro editoriale molto ben presentato e anche molto apprezzato. (red)






