L’AQUILA – “Sono oltre 2.000, la maggior parte dei quali a tempo determinato, gli operatori specializzati che operano nei ‘contact center’ del nostro territorio e che, ancora oggi, soffrono di scarsa considerazione, pur rappresentando una fetta importante del nostro bacino occupazionale”.
Lo afferma l’assessore del Comune dell’Aquila Alfredo Moroni.
“Un problema reso ancora più evidente dall’esclusione dei call center aquilani dalla legge di stabilità che, introducendo incentivi per altri, ha messo i nostri in un oggettivo svantaggio competitivo”.
“È pertanto necessario che le norme della legge di stabilità vengano estese all’area del cratere, a meno che non si riesca a trovare una giusta compensazione del danno con specifiche fonti di finanziamento”.
“Occorre dunque che le istituzioni, anche quelle regionali, intervengano per favorire un sistema locale di gestione del mercato del lavoro che sia più efficiente, anche attraverso specifici interventi nell’ambito di una programmazione regionale attenta a problematiche così delicate”.
“La Regione si è dimostrata assente rispetto alle esigenze dell’Abruzzo interno ed oggi bisogna lavorare per ripristinare un forte nesso di cerniera che ponga il nostro territorio dentro un progetto centrale, in termini di funzionalità e di servizi”.
“Manca infatti, da troppi anni, una figura che possa esprimere in maniera forte e consapevole la grande esigenza, anche formativa, di ricomprendere il cratere e l’intero Abruzzo interno tra le priorità della Regione”, conclude Moroni.



