PESCARA – In cassa integrazione fino a settembre, i dipendenti del Crab, Consorzio di ricerche applicate alla biotecnologia, protestano contro l’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo, reo secondo loro di aver detto sì prima a una proposta di riforma del Consorzio, per poi cambiare fronte e appoggiare invece il Cotir (Consorzio per la sperimentazione e la divulgazione delle tecniche irrigue).

“Strana cosa la politica – scrivono – Fino a un mese fa, quando i dipendenti del Crab hanno cominciato a richiamare l’attenzione su di sé, nessuno tra presidente di Regione, assessori, presidenti degli altri centri regionali si occupava del riassetto dei centri di ricerca. Poi, improvvisamente Chiodi convoca un tavolo per ‘iniziare a occuparsi della cosa’”.

“E quando le cose cominciano ad andare per il verso giusto, i dipendenti del bilancio iniziano a trovare possibili soluzioni, gli assessori coinvolti iniziano a dimostrare interesse – proseguono gli insorti – improvvisamente il presidente del Cotir resuscita una proposta di legge dimenticata nel cassetto dal febbraio 2011 (Agricoltura Oggi, Febbo, 27 febbraio 2011: “mi servono solo 60 giorni”). E l’assessore all’Agricoltura dice che si era dimenticato di quella proposta e la appoggia, dopo aver già dato per iscritto assenso alla proposta di legge presentata dal Crab”.

Secondo i lavoratori del Crab, a questo punto le ipotesi sono due.

“Che l’assessore abbia cattiva memoria è fuori di dubbio – attaccano – Quindi, l’assessore cerca scuse per ritardare l’approvazione di ristrutturazione dei tre centri in un unico che sarebbe sotto il diretto controllo della Giunta regionale, e quindi non più sotto il suo diretto controllo; o che in ogni caso l’assessore non abbia nessuna intenzione di ristrutturare alcunché”.

La seconda, “che il presidente del Crab abbia lavorato invano, dietro incarico di Febbo che si era effettivamente dimenticato della legge”.

Di qui l’appello alla politica, “in ogni caso sono i dipendenti del Crab che come al solito vengono presi in giro, mentre la loro cassa integrazione viene rinnovata per ulteriori due mesi fino a settembre, in una lenta agonia del Centro”.

I dipendenti auspicano quindi “un intervento serio dei politici locali, in modo che la questione sia risolta una volta per tutte”.