L’AQUILA – Tornano a squillare i telefoni e tra le mail si trova qualche richiesta con curriculum allegato e così, dopo mesi di stallo, aumentano le candidature per posizioni lavorative che, fino all’estate scorsa, venivano scartate.
Un’inversione di rotta che va ancora analizzata e che pure, da qualche settimana, in particolare alla vigilia delle feste, comincia ad essere segnalata con maggior insistenza da ristoratori e proprietari di attività in Abruzzo, dalla costa alle aree interne. In sottofondo la malcelata impressione che dietro questo nuovo incremento di richieste di occupazione possa nascondersi la rivalutazione della misura del Reddito di cittadinanza attuata dal Governo.
Nel 2023, infatti, i percettori “occupabili” riceveranno l’assegno solo per 7 mesi (dagli 8 inizialmente previsti in manovra e rispetto all’attuale periodo massimo di 18 mesi).
“Negli ultimi periodi abbiamo fatto davvero fatica a trovare dipendenti – spiega un ristoratore aquilano ad AbruzzoWeb – Come ogni questione la verità sta sempre nel mezzo, non posso di certo assicurare che tutti paghino bene, capisco che oggi accettare una certa cifra potrebbe non essere troppo conveniente, visto il caro vita e tutte le criticità che conosciamo. Allo stesso tempo, però, era praticamente impossibile trovare qualcuno che volesse lavorare a questi ritmi in questo settore”.
“Inutile fingere, si tratta di lavori decisamente faticosi, che richiedono impegno, orari flessibili e disponibilità. Sono punti che, a mio avviso, vanno messi subito in chiaro al momento dell’eventuale colloquio. Fatta questa doverosa premessa, ribadendo che è giusto garantire uno stipendio adeguato – sottolinea -, è impensabile allo stesso tempo pretendere di guadagnare più del datore di lavoro e, magari, scegliendo turni e condizioni”.
“In più di un’occasione ci è stato risposto che non conviene lavorare a questi prezzi e in parte, vista la situazione, è comprensibile”.
Qualcosa, però, sembra essere cambiato negli ultimi tempi: “Registriamo un aumento di chiamate da parte di persone che si propongono come camerieri, aiuto cuoco o baristi. Un cambio di passo confermato da diversi colleghi anche in altre zone d’Italia. Un punto su cui ci stiamo confrontando proprio in questi giorni”.
“Ora è chiaramente impossibile stabilire se si tratti effettivamente di una risposta alle recenti disposizioni sul Reddito di cittadinanza, ma – osserva – è comunque una curiosa coincidenza”.
A confermare che qualcosa sia cambiato è Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio Pescara: “Al momento non sappiamo ancora da cosa dipenda, ma sicuramente c’è stata un’impennata di richieste nelle ultime settimane. In particolare da camerieri e aiuto cuochi. Una circostanza strana, considerando la fatica che abbiamo fatto quest’estate a trovare qualcuno. Certo contribuisce la crisi ma non è che la situazione fosse molto diversa una manciata di mesi fa. Speriamo intanto sia un primo passo per tornare ad occupare posizioni che non voleva più nessuno”.






