PESCARA – Condanne da 8 mesi fino a 4 anni e 8 mesi di reclusione, sono le richieste formulate dal pubblico ministero Gennaro Varone, davanti al tribunale collegiale di Pescara presieduto dal giudice Angelo Zaccagnini, nell’ambito del processo a carico di 7 persone, scaturito dall’inchiesta del marzo 2010, relativa ai lavori di ristrutturazione e messa a norma del reparto materno-infantile dell’ospedale civile di Pescara.

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, dei reati di corruzione, truffa, falso e abuso.

La sentenza sarà emessa il prossimo 7 dicembre, dopo le repliche dell’accusa e le eventuali controrepliche delle difese.

Al termine della sua requisitoria, Varone ha chiesto 4 anni e 8 mesi ciascuno per l’ex funzionario della Asl e responsabile unico del procedimento Franco D’Intino, per l’imprenditore foggiano Giulio Piancone e per il responsabile del cantiere Giacomo Piscitelli.

Inoltre ha chiesto 3 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno per i due direttori dei lavori, Alfonso Colliva e Damiana Bugiani; una condanna a 8 mesi è la richiesta per i due professionisti Lorenzo Camplone e Rosalia Di Matteo.

Al centro del procedimento, l’appalto per i lavori del reparto materno-infantile del nosocomio pescarese, il cui importo iniziale di 2 milioni 924 mila euro, attraverso la perizia di variante, sarebbe aumentato fino ad arrivare alla cifra di 6 milioni 980 mila.