L’AQUILA – “Ho già chiesto alla direzione generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila di fornirmi una relazione puntuale sulla vicenda della lavoratrice a cui non sarebbe stato rinnovato il contratto perché in gravidanza”.

Così l’assessore regionale alla Salute e alle Pari Opportunità Nicoletta Verì, della Lega, dopo la sentenza della magistratura che ha imposto all’azienda sanitaria la riassunzione della lavoratrice.

All’azienda sanitaria è stato imposto “di rimuovere la condotta discriminatoria nei riguardi di un assistente sociale che, trovandosi in gravidanza, si era vista escludere dalle proprie contrattuali concesse invece agli altri colleghi”. Per il coordinatore regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, si tratta di “una vicenda grave, una discriminazione sessista” sulla quale presenterò una interrogazione parlamentare.

La Lega, in particolare D’Eramo, è spesso molto critica sulla gestione del manager della Asl provinciale, Roberto Testa, romano, dal settembre del 2019 alla guida dell’azienda, su nomina della maggioranza regionale di centrodestra, in particolare di Fratelli d‘Italia. Nelle ultime settimane anche il presidente della Giunta, Marco Marsilio, di Fdi, ha attaccato il manager soprattutto per alcune vicende legate alla emergenza covid.

“Attendiamo che la Asl ci chiarisca i dettagli dell’accaduto – continua l’assessore Verì – che, se confermato nelle modalità emerse nelle ultime ore, rappresenterebbe un episodio da censurare con fermezza e sul quale proporremo l’adozione di ogni utile provvedimento disciplinare nei confronti dei responsabili”. Per il coordinatore regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, si tratta di “una vicenda grave, una discriminazione sessista” sulla quale presenterò una interrogazione parlamentare.

Per D’Eramo, “la vicenda ha profili di estrema gravità. E’ intollerabile che l’azienda sanitaria della provincia dell’Aquila metta in atto comportamenti discriminatori di questa natura”. “La notizia – spiega ancora D’Eramo getta un’ombra sulla gestione dei vertici aziendali, che va ad aggiungersi al lungo elenco di criticità che abbiamo sollevato nei mesi scorsi, senza sosta, molte delle quali restano ancora irrisolte. Siamo al cospetto di una governance assolutamente fallimentare, confusionaria, approssimativa, che negli anni ha dimostrato di non essere in grado di gestire un comparto così delicato per la vita dei cittadini, peraltro in un momento critico come questo. Bene ha fatto il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (Pd – ndr) a rimarcare la gravità della vicenda della lavoratrice discriminata: mi troverà al suo fianco nella battaglia per il rispetto della legalità e soprattutto della dignità personale – conclude D’Eramo.