TERAMO – Incatenamento dei fratelli Ferranti, dell’associazione “Dalla parte giusta per la tutela del cittadino” che dal 20 luglio annunciano lo sciopero della fame e della sete, a rotazione e a oltranza, a villa San Martino di Arcore (Monza e Brianza), per rendere noto al premier Silvio Berlusconi dell’annosa e grave situazione, redditizia e lavorativa, in cui versano 11 ex Lsu (Lavoratori socialmente utili), mamme, donne, padri e famiglie della Val Vibrata (Teramo).
“Non ce ne andremo da casa Berlusconi – chiosa il presidente Settimio Ferranti – finché non sarà deliberata dal Cicas Abruzzo, la spettante proroga di 26 settimane della mobilità in deroga. E non ce ne andremo finché non saranno impegnati, da parte di tutti i vari livelli governativi, i giusti fondi, leggi e delibere per l’assunzione definitiva degli 11 ex Lsu della Val Vibrata e d’Abruzzo”.
“La maggior parte degli 11 ex Lsu della Val Vibrata – afferma il presidente Settimio Ferranti – con le assunzioni definitive, possono raggiungere i requisiti per accedere alla pensione, un diritto che spetta a tutti i lavoratori per affrontare il futuro con dignità e senza nessuna umiliazione”.
Dopo le rassicurazioni avute nei mesi scorsi dai tecnici e politici provinciali, regionali e nazionali, la continuità del reddito e la stabilizzazione dei lavoratori utili sembra che tardi ad arrivare.
“Chiediamo al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, a Gianni Letta, al Prefetto di Teramo, Eugenio Soldà e ai loro efficienti e sensibili staff di segreteria – conclude Ferranti – di farsi portavoce a tutela delle nostre esigenze, garantendo un futuro sereno e dignitoso agli 11 ex Lsu, mamme, donne, padri e famiglie italiane, della Val Vibrata, della provincia di Teramo e d’Abruzzo”.





