PESCARA – “Il ponte del mare manca di manutenzione ordinaria e straordinaria ed è ignorato dall’attuale amministrazione comunale”.
Ha preso l’abbrivio da questa denuncia del deputato del Pd Luciano d’Alfonso, che da sindaco ha realizzato l’infrastruttura pedonale, ora iconica per la città adriatica, la singolar tenzone con il sindaco di Forza Italia Carlo Masci.
A febbraio il ponte del mare è stato chiuso in seguito a un urto accidentale da parte di un pontone durante il ripascimento. Il cuore del contendere riguarda lo stanziamento da 2,5 milioni di euro per la manutenzione straordinaria del ponte e di altre arterie viarie cittadine.
“A proteggere quel Ponte oggi c’è rimasto solo Sant’Andrea che, mentre tutela la nostra marineria, getta un occhio sui tiranti completamente ammalorati, corrosi dalla normale usura, data l’esposizione al vento, alla sabbia, alle intemperie, come accade a tutte le infrastrutture delle nostre città”, ha denunciato D’Alfonso.
Non si è fatta attendere la replica, canzonatoria di Masci: “sul Ponte del Mare e su tanti temi gettati in pasto all’informazione senza nessuna conoscenza diretta, le parole del deputato D’Alfonso fanno acqua da tutte le parti. Era sufficiente una telefonata da parte sua e gli avrei detto come stavano realmente le cose”, assicurando che l’intervento è previsto entro ottobre con l’arrivo del materiale necessario già ordinato.
Nella controreplica afferma D’Alfonso: “la catechesi del sindaco Masci sul Ponte del Mare va bene, diventa pur tollerabile, se quello che dice e scrive resta la verità, ossia se i lavori di manutenzione straordinaria si faranno realmente a ottobre, che significa tra appena 12 giorni. Se realmente quegli interventi inizieranno a ottobre io ringrazio Sant’Andrea che ha protetto, sino a oggi, quel tratto di mare, di fiume, e di passaggio ciclopedonale, perché ottobre non è un mese neutro per fare manutenzione”.
D’ALFONSO, “IL PONTE IN ABBANDONO, INUTILIZZATI FONDI”
Per questo si fa la ‘manutenzione’, che significa avere cura di un oggetto, una cosa, un bene patrimoniale, in modo che duri a lungo, che sia fruibile in sicurezza, che non determini condizioni di rischio e che non determini un aggravio di spese quando dall’ordinario si passa colpevolmente, prevedibilmente e consapevolmente allo straordinario
La questione è già stata responsabilmente sollevata nei mesi scorsi dal consigliere comunale del Pd Marco Presutti che ha reso palese la decisione della giunta che nel Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 ha spostato lo stanziamento di 2,5 milioni di euro, destinato agli interventi sui ponti cittadini, dal 2026 al 2027, lasciando il 2026 senza quello stanziamento. Nell’occasione l’attenzione dell’amministrazione Masci è stata richiamata proprio sulle condizioni dei tiranti e sulla necessità di avviare un Piano anticorrosione”
L’11 febbraio 2026 il ponte del mare è stato chiuso in seguito a un urto accidentale da parte di un pontone durante il ripascimento.
In questa e in altre situazioni simili, l’amministrazione cittadina non ha adottato misure straordinarie, preferendo il silenzio. Un accesso agli atti ha inoltre rivelato la sospensione per 165 giorni del cantiere Pnrr per la messa in sicurezza dei ponti, inclusa questa infrastruttura, a causa dell’improvvisa indisponibilità del progettista incaricato come direttore dei lavori aggiunge D’Alfonso.
Nel maggio 2026 il Comune ha approvato una variazione di bilancio di circa 3 milioni di euro che include anche la manutenzione straordinaria del ponte del mare per i danni subiti il 10 febbraio 2026, ma non sono ancora disponibili atti ufficiali per l’apertura del cantiere. Attualmente, la condizione preoccupante dei tiranti del ponte viene documentata principalmente da turisti e visitatori, che segnalano corrosione, ruggine e sfaldature, alimentando timori per la sicurezza dell’infrastruttura.
“Ora, considerando che non possiamo fare affidamento esclusivamente sulla benevolenza di Sant’Andrea e dei suoi fuochi né solo sulla potenza di San Cetteo, del quale tra qualche giorno festeggeremo la ricorrenza, credo che anche un’amministrazione laica dovrebbe mettere in atto le proprie capacità per garantire la sicurezza del Ponte. Pongo dunque dei quesiti:
1) Nel Programma triennale delle opere pubbliche l’Amministrazione ha spostato al 2027 lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per gli interventi sui ponti, lasciando il 2026 privo di quella previsione. La giunta dica ora con precisione documentale e probante: quei 2,5 milioni sono ancora integralmente destinati alla manutenzione dei ponti oppure, nel frattempo, sono stati destinati ad altri capitoli o ad altre opere? Se sono stati riallocati, quali sono gli atti, i capitoli di bilancio e le opere beneficiarie? E perché una risorsa programmata per il 2026 è stata fatta slittare al 2027 proprio mentre il Ponte del Mare necessitava di interventi?
2) Il progetto Pnrr da 940.500 euro comprende ponte del mare, Ponte Risorgimento, ponte della libertà e le rampe dell’asse attrezzato. La giunta ritiene normale che
un’opera finanziata con risorse Pnrr resti ferma più della sua stessa durata contrattuale per l’indisponibilità del direttore dei lavori? Chi ha verificato tempestivamente la situazione, quali soluzioni sono state valutate e perché non è stato nominato immediatamente un sostituto?
3) Secondo la documentazione richiamata nell’interrogazione di Presutti, nei 115 giorni in cui il cantiere sarebbe stato effettivamente aperto non risulterebbe presentato alcuno stato di avanzamento lavori. La stessa documentazione, sempre secondo quanto riferito dal consigliere, non avrebbe prodotto atti relativi all’applicazione di penali. La giunta conferma o smentisce questo dato? Quanti euro sono stati effettivamente contabilizzati e liquidati, a quali date e per quali lavorazioni? Sono state applicate penali per i ritardi? Se no, per quale ragione? E chi ha assunto formalmente le decisioni sulla gestione del contratto?
4) La Giunta può consegnare il quadro completo di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati sul Ponte del Mare dal 2020 a oggi, con importi, date, malaffidatari e fonti di finanziamento? E può spiegare perché, nonostante l’esistenza di un programma Pnrr di messa in sicurezza e di successive previsioni di spesa, oggi ci troviamo ancora a intervenire prevalentemente dopo che il problema si è manifestato?
5) Tra programmazione triennale, fondi Pnrr, variazioni di bilancio e interventi conseguenti al danneggiamento del febbraio 2026, oggi è difficile per un cittadino ricostruire quanti soldi siano stati effettivamente destinati al Ponte del Mare, quanti siano stati impegnati, quanti pagati e quanti siano ancora disponibili. La Giunta si impegna a trasmettere al consiglio un prospetto analitico, euro per euro, dal 2020 a oggi, indicando per ogni stanziamento: fonte del finanziamento, capitolo, importo iniziale, eventuali variazioni, eventuali storni o economie, destinazione finale, somme impegnate, somme liquidate e lavori realizzati? E soprattutto: può escludere documentalmente che risorse originariamente destinate alla manutenzione del Ponte del Mare siano state utilizzate per altre finalità?”
D’Alfonso conclude che la tenuta corretta, ovvero in sicurezza, del Ponte del Mare è oggi una responsabilità che investe il Comune e tutte le Istituzioni che informerà dei fatti attraverso un’interpellanza puntuale.
LA REPLICA DI MASCI, “CARO D’ALFONSO INFORMATI PRIMA DI ESTERNARE”
Sul Ponte del Mare è necessario, ancora una volta, rimettere in fila date, atti e fatti rispetto alle affermazioni dell’onorevole D’Alfonso. Perché soprattutto su questioni così serie occorre parlare con cognizione di causa, conoscendo bene gli argomenti, non improvvisando.
Allora facciamo chiarezza.
Nel luglio 2025 il Ministero dell’Interno ha emanato il decreto che consentiva ai Comuni di presentare richieste di contributo per interventi di messa in sicurezza del territorio, degli edifici pubblici, delle strade, dei ponti e dei viadotti. Il Comune di Pescara ha presentato due progetti da 2,5 milioni di euro ciascuno: uno per la manutenzione del Ponte del Mare e di altri ponti cittadini e uno per interventi sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
In attesa delle determinazioni ministeriali, entrambi gli interventi erano stati inseriti, come prevede la legge, nell’annualità 2026 del Piano triennale delle Opere pubbliche. Non essendo intervenuto, nel corso del 2025, alcun provvedimento di assegnazione delle risorse, con l’approvazione del bilancio e del Piano triennale 2026-2028 gli interventi sono stati necessariamente spostati all’annualità successiva. Il decreto ministeriale di aprile 2026 ha poi definito l’assegnazione delle risorse.
Le nostre richieste sono risultate ammissibili, ma non finanziate per mancanza di fondi, essendo state privilegiate, secondo l’ordine di priorità previsto dalla normativa, altre categorie di intervento riguardanti il dissesto idrogeologico.
Quindi quei 2,5 milioni di euro destinati alla manutenzione del Ponte del Mare (e di altri ponti) sono stati eliminati dal bilancio non essendoci stata l’assegnazione dei fondi previsti nel bando.
Quegli importi inseriti in bilancio, invero, non sono stati nè spostati, nè utilizzati altrove, nè fatti sparire: molto più semplicemente, non sono mai stati assegnati al Comune di Pescara.
E qui davvero sorprende che la questione venga sollevata soltanto oggi a distanza di molti mesi dalla data in cui queste operazioni di bilancio sono state portate a termine.
Non servono interpretazioni particolarmente sofisticate: è stabilito dalla legge che nell’elenco delle opere pubbliche da inserire nel Piano triennale devono essere indicati soltanto gli interventi da avviare nella prima annualità con la relativa fonte di finanziamento già stanziata o comunque disponibile. Se il finanziamento non c’è, l’opera non può restare nella prima annualità come se quei soldi fossero già nelle casse dell’Ente.
Il Comune ha, in un primo momento, spostato la voce di finanziamento all’annualità successiva, e, dopo che l’opera non è stata finanziata dal Ministero, l’ha dovuta necessariamente cancellare.
Le carte, fortunatamente, hanno il pregio di avere date, numeri e regole precise.
C’è poi la questione della variazione di bilancio da circa 3 milioni di euro, che non era affatto destinata integralmente al Ponte del Mare. Solo una parte riguardava il ponte, a seguito dell’incidente dello scorso febbraio, quando il pontone di un mezzo impegnato nelle attività in mare ha urtato la parte inferiore della struttura, danneggiandone la carenatura metallica.
Il Comune è intervenuto immediatamente, affidando allo Studio De Miranda, che conosce perfettamente la struttura del Ponte del Mare, le verifiche tecniche necessarie. Gli accertamenti hanno escluso danni agli elementi strutturali principali e sono stati eseguiti gli interventi di messa in sicurezza.
Abbiamo inoltre predisposto un ulteriore intervento sulla rete metallica. Per il ripristino definitivo della carenatura siamo in attesa del risarcimento assicurativo, quantificato in circa 40mila euro, relativo al mezzo che ha causato il danno. Anche sui lavori ai ponti finanziati con il PNRR occorre evitare confusioni: gli interventi previsti sono stati tutti eseguiti e completati per un importo di oltre un milione di euro.
Resta a oggi solo da ultimare la sostituzione delle coperture degli stralli del Ponte del Mare, il cui intervento è previsto entro ottobre con l’arrivo del materiale necessario già ordinato.
Insomma, il Ponte del Mare è costantemente seguito e monitorato dall’Amministrazione comunale, infatti qualche settimana fa abbiamo anche ripristinato la resina della corsia pedonale e della ciclabile.
Sul Ponte del Mare e su tanti temi gettati in pasto all’informazione senza nessuna conoscenza diretta, le parole del deputato D’Alfonso fanno acqua da tutte le parti. Era sufficiente una telefonata da parte sua e gli avrei detto come stavano realmente le cose. Gli avrei anche consigliato di non prendere per oro colato le informazioni girategli dai suoi riferimenti in Comune, perché si stanno distinguendo per una serie di cantonate prive di ancoraggio alla realtà e stanno inanellando errori a non finire su ogni argomento”.
CONTRO REPLICA DI D’ALFONSO, “PASSI LA CATECHESI, PURCHE’ PARTA CANTIERE AD OTTOBRE”
La catechesi del sindaco Masci sul Ponte del Mare va bene, diventa pur tollerabile, se quello che dice e scrive resta la verità, ossia se i lavori di manutenzione straordinaria si faranno realmente a ottobre, che significa tra appena 12 giorni.
Se realmente quegli interventi inizieranno a ottobre io ringrazio Sant’Andrea che ha protetto, sino a oggi, quel tratto di mare, di fiume, e di passaggio ciclopedonale, perché ottobre non è un mese neutro per fare manutenzione. Le opere del ‘prendersi cura di un patrimonio per fare in modo che duri più a lungo’, non si eseguono, normalmente, nei mesi più imprevedibili sotto l’aspetto meteorologico, ma se quella rassicurazione resa nero su bianco si tradurrà in cantiere lo riterremo accettabile
Queste le condizioni di accettabilità:
La situazione strutturale attuale del Ponte del Mare è ictu oculi fragile e critica, è un ponte che sta chiedendo con il lamento opere di manutenzione, le foto prodotte e rese pubbliche da turisti di passaggio non sono frutto dell’Intelligenza Artificiale, non è frutto di un gioco di specchi
Ottobre arriva, è alle porte, dunque l’attesa a questo punto non sarà lunga se il sindaco, primo responsabile della salute di cose e persone del suo territorio, dice il vero. E siamo convinti che non sia l’antipatia per quel ponte che, sino a oggi, non ha generato lavori di manutenzione che sono necessari e dovuti.
Ovviamente se nei primi cinque anni quelle opere si potevano programmare per il futuro, lavorando con ordine, scienza e coscienza, dopo i primi 5 anni quel Ponte ha bisogno di ripetuta manutenzione per l’esposizione logistica e per la sua strutturazione.
Quel Ponte, completato nel 2009, tra poco compirà i suoi primi 20 anni, e per questa ragione, consapevoli delle sue urgenze, mi auguro che non si pensi a operare un intervento farmaceutico, ma che si garantisca un’opera appropriata, lo stesso regolamento di manutenzione andrebbe spolverato e reso oggetto di consapevolezza
Tra 12 giorni saremo ai piedi del Ponte, pronti ad apprezzare l’apertura di un cantiere di sostanza, e non di forma, di carte tipiche e non di vuote chiacchiere. Nell’attesa attendiamo di verificare le progettualità. Evitiamo che il Ponte del Mare non sia vinto dall’acqua e dalla sua naturale umidificazione. Il Ponte del Mare non deve essere indotto a rimpiangere di essere stato situato tra fiume e mare e l’unica medicina è la manutenzione per tempo, anche senza catechesi






