L’AQUILA – Un timballo teramano indigesto, per tanti agricoltori alle prese con la crisi, quello che ha magnificato l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, nel prendere parte alla conferenza stampa di presentazione di un film che avrà come protagonista l’attrice Maria Grazia Cucinotta, incentrato sul prelibato primo piatto del teramano.
I problemi irrisolti nel comparto agricolo sono infatti molti, e il malessere cresce.
“Nulla contro il timballo e le azioni di promozione dei nostri prodotti di eccellenza – tuona ad esempio Stefano Fabrizi direttore regionale di Confagricoltura – ma l’assessore dovrebbe dedicarsi con altrettanto trasporto ai nodi irrisolti dell’agricoltura abruzzese, e dare risposte attese da troppo tempo”.
Fronte caldissimo è quello relativo alla Polizia provinciale che dalle Province dovranno a breve transitare in Regione, molto probabilmente sotto il dipartimento agricoltura di Pepe. Ma la Regione non ha soldi e la Polizia provinciale rischia la paralisi.
Una jattura, avvertono gli agricoltori, perché senza Polizia provinciale non si può cominciare l’abbattimento selettivo della fauna selvatica, che essendo in soprannumero continua devastare coltivazioni. La polizia provinciale infatti deve organizzare le squadre di cacciatori abilitati all’abbattimento e controllare tutte le operazioni.
Ed anche sul fronte dei risarcimenti le cose non vanno meglio. Agli agricoltori in base alle leggi europee che vietano gli aiuti di Stato viene riconosciuta una cifra massima di 15 mila euro in tre anni di indennità, anche se i danni come spesso accade sono molto più consistenti.
“La Regione – spiega Fabrizi – dovrebbe battersi a Roma e a Bruxelles per far si che gli aiuti siano considerati non un indennità da sottoporre a regime di de minimis, ma per quello che sono, ovvero risarcimenti che possono essere integrali. Ma dall’assessore Pepe non abbiamo avuto nessuna risposta, nessun sentore di azioni efficaci”.
Fronte caldissimo poi nella Marsica, polo di eccellenza dell’agricoltura abruzzese, dove a seguito del contestato riordino degli uffici territoriali del dipartimento agricoltura, è sparito l’indispensabile servizio tecnico di supporto per le fitopatologie. Addetti con esperienza e competenti sono stati trasferiti e Cepagatti (Pescara), e Scerni (Chieti), lasciando sguarniti gli uffici nell’area del Fucino.
Malcontento anche per i ritardi con i quale si tanno predisponendo i sopralluoghi seguito della gelata che ha provocato ingenti danni alle colture della Valle Peligna e della Piana dei Navelli nell’aquilano.
E più il tempo passa più e difficile quantificare con esattezza il danno che darà poi diritto ad esenzioni fiscali.
Più passa il tempo più e difficile dimostrare.
“Si è tenuta una riunione a Pescara – rivela Fabrizi – tutti lamentano di aver subito danni, anche se non è vero. Pepe ci deve garantire invece che il sostengo sia mirato a chi davvero ha visto compromessa la stagione agricola, altrimenti si rischiano aiuti a pioggia del tutto inefficaci”.
Pepe è infine bersaglio costante delle critiche dell’ex assessore all’agricoltura Mauro Febbo, oggi consigliere regionale di Forza Italia su come viene gestita la decisiva partita del Piano di sviluppo rurale, in particolare sulla misura più attesa, quella rivolta i giovani, di cui bandi sono usciti poche giorni fa.
“Si parla di uno stanziamento di soli 10 milioni di euro – tuona Febbo – e considerato che il contributo per singolo giovane agricoltore sarà di 55 o 60.000 euro a seconda delle zone, potremo far insediare soltanto circa 180 imprese in tutta la regione, . Una goccia rispetto al mare di attese nel comparto primario, inutile ricordare che nella passata legislazione furono oltre 1.200 i giovani fruitori di questa opportunità”.
Eppure la dotazione di questo Psr è passato dai 382 milioni ai ben 432 milioni di euro.
“A chi sono destinati i fondi di questo Psr? Alla banda larga, alle strade rurali, al sociale, alla cinematografia, alle consulenze, a tutti sì tranne agli agricoltori!”, conclude Febbo.






