L’AQUILA – “La sede dell’Arap deve stare all’assessorato alle Attività produttive e questo ha sede a Pescara. Semmai dovesse esserci una seconda sede questa deve stare a Lanciano, visto che in Val di Sangro è concentrato il nucleo industriale tra i più grandi del Mezzogiorno, cosa c’entra L’Aquila?”.
È fragorosa e destinata a far discutere, soprattutto nel capoluogo, l’affermazione del vice presidente della Regione Giovanni Lolli (Pd), che dialogando con AbruzzoWeb prende posizione sul trasferimento dell’Azienda regionale delle attività produttive da L’Aquila a Pescara, dove in realtà ha già sede.
Sul numero due di Luciano D’Alfonso già si concentravano i sospetti di molti suoi compagni di partito, che da tempo lo ritengono subalterno al governatore e l’ultima volta in questi giorni lamentavano una mancata presa di posizione proprio sulla vicenda Arap.
Dopo gli allarmi lanciati da Apindustria e Forza Italia, con Massimiliano Mari Fiamma e Guido Liris, è intervenuto anche il consigliere regionale aquilano del Pd Pierpaolo Pietrucci, ricordando come fu la giunta di centrodestra guidata da Gianni Chiodi, attraverso due leggi, una della quale dichiarata incostituzionale, a fondere i 7 consorzi industriali nell’Arap individuando Pescara come sede unificata.
“Fu una legge sbagliata – spiega Lolli – perché ha preso tutti i nuclei industriali e li ha fusi, tranne Chieti e Pescara che ha un deficit mostruoso, indicando la sede a Pescara ma senza un progetto industriale. La voce fondamentale è dei consorzi è quella della depurazione, Vasto e Lanciano sono molto attivi in questo senso, altri meno non avendo la depurazione e quindi gli introiti”.
La giunta di centrosinistra sta ora procedendo ad una riorganizzazione dell’Arap, che secondo gli obiettivi dovrebbe portare ad un accentramento delle funzioni amministrative di gestione dell’Azienda – “altrimenti a che serve l’azienda unica”, dice Lolli – e ad una strutturazione territoriale dei servizi alle imprese, in modo che l’imprenditore trovi vicino a sè la risposta ai propri problemi.
Tenendo presente che, ad eccezzione di quelli di L’Aquila ed Avezzano dove corrispondono al territorio di un solo Comune, i consorzi industriali rappresentano realtà molto complesse.
“La Val di Sangro ha uno sviluppo industriale imparagonabile al resto d’Abruzzo – dice Lolli – Mettere la sede dell’Arap all’Aquila sarebbe come mettere la sede di un’agenzia della montagna a Vasto!”.
“Il trasferimento a Pescara è stato un disastro – continua il vice presidente con delega alle Attività produttive – Comuni e imprenditori del Vastese sono insorti in questi anni; sulla base di un documento di indirizzo abbiamo portato in Consiglio regionale la scelta di commissariare l’Arap, che abbiamo trovato con due direttori ma senza una struttura direzionale centrale”.
“Abbiamo avuto fortissimi richiami da parte dei revisori dei conti – ripercorre Lolli – l’Arap non ha funzionato quindi l’abbiamo commissariata, è deficitaria di cassa ed ha un bilancio a stento in equilibrio”.
Il nuovo indirizzo politico è quello di lasciare all’Azienda la depurazione industriale, dopo che “è stato superato l’iniziale orientamento, anche di alcuni nel centrosinistra – spiega – che voleva affidarlo alle società di gestione del ciclo integrato delle acque sulla base dell’idea che si andassero a ripianare i paurosi deficit di questi enti”.






