L’AQUILA – “È impensabile arrivare a 30 mesi dal sisma, che ha colpito il comprensorio aquilano, e venire a sapere che la Commissione di Bruxelles ha rinviato l’attuazione della zona franca urbana per mancanza di esaustiva documentazione”.
A dichiararlo è Franco Marulli, coordinatore cittadino del Partito repubblicano Italiano.
“Tutto il mondo ha visto, in occasione del G8 tenutosi all’Aquila, il dramma che ha provocato il sisma. Macerie, sia strutturali che fisiche, con perdite di vite umane, ma anche un volto economico e una ricostruzione che non parte. Il comprensorio è fortemente penalizzato ed è lontano dalla rinascita. La disoccupazione giovanile ha un indice fortemente esponenziale. Le fabbriche chiudono, il terziario arranca, le famiglie sono in grossa difficoltà”.
“La zona franca urbana è uno strumento fondamentale per ridare impulso a un territorio martoriato dall’evento sismico. Siamo convinti che molte aziende possano investire nella zona del cratere avendo incentivi fiscali, creando occupazione”.
“Come è possibile che la politica e quattro burocrati, sia regionali che nazionali, non siano stati in grado a 30 mesi dal sisma di svolgere il compito assegnato? Per noi non è possibile e per questo auspichiamo che questi soggetti politici o amministrativi che, probabilmente per superficialità, no hanno comunicato i dati sensibili per la corretta attuazione della zona franca urbana, rendendosi responsabili della situazione dello stallo attuale siano individuati e ‘puniti’”.
“I giovani aquilani che giudizio si saranno fatti di una classe dirigente che sta negando loro un futuro di lavoro nella propria città?”.



