L’AQUILA – Si avvia a risolversi positivamente la vicenda di Teodosio Fedullo, l’aquilano con un figlio piccolo e un altro in arrivo che ha dovuto minacciare di lanciarsi dal balcone per ottenere un alloggio del progetto C.a.s.e. con più di una camera in vista dell’arrivo del secondo figlio.
Dopo il colloquio con il coordinatore uscente della Struttura per la gestione dell’emergenza, Roberto Petullà, e la dirigente del Comune Patrizia Del Principe, dal mese prossimo l’uomo, sposato con una donna ucraina, Nadia Susha, dovrebbe finalmente avere a disposizione un alloggio più grande, lasciando quello di poco più di 40 metri quadrati che occupa ora a Coppito 3.
“Ho scelto una casa a Pagliare di Sassa con due camere, soggiorno con angolo cucina e un bagno – spiega ad AbruzzoWeb – per noi è una situazione accettabile, dopotutto è quello che avevamo chiesto. È anche molto vicina allo stabilimento Thales Alenia Space dove lavoro”.
Fedullo commenta con amarezza la situazione complessiva: “Mi hanno detto che si tratta di un’eccezione, ma mi piacerebbe che fosse una regola, in fondo la ricostruzione non è solo cemento”.
Prima del sisma la famiglia aveva una casa nel quartiere Banca d’Italia attualmente inagibile e classificata “E”, per questo aveva ricevuto un alloggio del progetto C.a.s.e..
Con la seconda gravidanza della donna, l’esigenza di avere un appartamento più ampio e una serie di trattative diplomatiche naufragate tra il Comune e la Sge prima della minaccia di compiere un gesto estremo.




