L’AQUILA – È prevista a fine mese l’udienza in Corte d’Appello, dopo la condanna in primo grado, nei confronti di due imputati accusati di violenza sessuale di gruppo su una 15enne: una vicenda che macchia anche l’Adunata degli alpini 2015 che trasformò L’Aquila nella capitale delle penne nere.
In questi giorni, infatti, è esploso il caso delle molestie segnalate a Rimini da diverse donne attraverso le attiviste di “Non una di meno”, questione arrivata fino in parlamento.
Erano all’Aquila in occasione dell’Adunata nazionale alpini del 2015 Danilo Ceci, oggi 35enne, nato a Parma e residente in provincia di Reggio Emilia, e il venditore ambulante Semir Belhaj, suo coetaneo, nato e residente a Palermo, ricorda Il Centro.
Sono finiti a processo con l’accusa di violenza sessuale di gruppo in quanto, secondo il capo d’imputazione, avrebbero condotto di sera la ragazza in un luogo isolato dove la costringevano a subire atti sessuali completi avendo approfittato della condizione di inferiorità fisica e psichica della persona offesa, dovuta all’età e al fatto che l’avevano indotta a bere più bicchieri di vino.
Di queste accuse il tribunale dell’Aquila li ha ritenuti entrambi responsabili infliggendo loro la pena di quattro anni di reclusione col pagamento delle spese processuali e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. La sentenza – pronunciata il 26 marzo 2019 con il rito abbreviato – è ora al vaglio dei giudici della Corte d’Appello.
Il centro antiviolenza-Associazione Donatella Tellini dell’Aquila è stato ammesso quale parte civile a fianco della persona offesa, “a ulteriore conferma – spiega al Centro l’avvocata Simona Giannangeli, legale della vittima – della delicatissima funzione dei centri antiviolenza a sostegno delle donne. Anche all’Aquila, dunque, in un’ambientazione apparente di festa, di città che accoglie, di gioia, è emerso questo caso emblematico delle tante situazioni di pericolo estremo per le donne di ogni età in contesti del genere. Molte donne, poi, non denunciano, per paura di affrontare il lungo e complesso percorso, ma il fenomeno esiste e va combattuto”.






