L’AQUILA – “Sulla vicenda non rilascio dichiarazioni. Ci sono cose più serie e più importanti per la città a cui pensare”.

Si trincera dietro un ‘no comment’ il portavoce della lista del movimento “L’Aquila città unita”, Giovanni Farello, dopo polemiche scatenatesi sul web e rilanciate dal segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, che aveva segnalato come l’esponente politico della lista che sostiene la candidatura a sindaco di Giorgio De Matteis abbia pubblicato sulla sua pagina facebook un link contenente la canzone fascista “Faccetta nera”.

Farello ha spiegato di essersi “sospeso da facebook”, infatti il suo profilo al momento non è più presente sul social network, dove il video del motivetto mussoliniano “era stato pubblicato a gennaio e non di recente. Era del tutto decontestualizzato. In ogni caso ho ritenuto sospendere l’account”.

In riferimento alle affermazioni rilasciate da Paolucci, che aveva chiesto a Verdi e Udc, alleate di De Matteis, una presa di posizione sull’accaduto Farello ha dichiarato: “Mi meraviglio che il segretario regionale del Pd con tutti i problemi che ci sono sono pensi a un video su facebook”.

Alla domanda se a seguito le polemiche potrebbero scaturire le dimissioni da portavoce del movimento civico, infine, Farello ha chiosato: “Non spetta a me deciderlo. È una decisione che verrà presa nelle sedi opportune”. (g.a.)

ECCO COSA AVEVA DETTO PAOLUCCI

“I Verdi e l’Udc, che all’Aquila sostengono Giorgio De Matteis, dovrebbero spiegare ai loro elettori come la loro storia sia compatibile con una coalizione il cui portavoce Giovanni Farello, sulla piazza di Facebook, ha deciso di pubblicare la canzone fascista Faccetta Nera”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci.

“Sono due partiti che in altre occasioni hanno dimostrato di avere a cuore la Costituzione repubblicana – spiega Paolucci – e ci chiediamo come la loro storia si sia incontrata con i fan di Faccetta Nera. Ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma due partiti costituzionali e antifascisti hanno il dovere di spiegare”.