L’AQUILA – Dovranno lasciare le proprie abitazioni le 22 famiglie della piastra numero 6 del Progetto Case di Roio Poggio, all’Aquila, dopo l’ennesima positività al batterio della legionella riscontrata dalle analisi dell’acqua.
Il batterio, infatti, è stato trovato nuovamente l’altro ieri nel rubinetto di un appartamento subito sgomberato dal Comune, dopo le analisi effettuate alla metà di aprile, quando 5 appartamenti erano risultati positivi.
Quello di un mese fa non è un caso isolato. Lo scorso dicembre, infatti, c’era già stato un primo allarme con il ricovero di un uomo residente in uno degli alloggi antisismici
Stessa sorte toccherà ben presto alle famiglie dei restanti appartamenti della piastra che dovranno quindi fare un nuovo trasloco fino a data da destinarsi, in altri Progetti Case o Map, come spiega l’assessore all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini: “Capisco che sarà un forte disagio, ma non c’è altro rimedio. Dobbiamo farlo per forza fino a quando il batterio non sarà debellato perché è fondamentale garantire la sicurezza ai cittadini”.
Per l’appartamento ancora interessato dalla legionella, il protocollo sanitario prevede un controllo subito dopo le operazioni di shock termico che saranno effettuate in questi giorni e ulteriori analisi a distanza di un mese.
“Per gli altri 4 che invece sono risultati negativi, i controlli saranno ripetuti tra tre mesi – afferma la dottoressa Maria Graziani, dirigente medico dell’Unità operativa Igiene e sanità pubblica (Siesp) della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila – Le analisi effettuate hanno rilevato un valore del batterio pari a 10^3. Non è allarmante, ma il batterio c’è e va negativizzato”.
In questi giorni l’ufficio di assistenza alla popolazione contatterà le famiglie per concordare modi e tempi dei traslochi, a seconda delle esigenze di ognuno.
“Si potrebbe ipotizzare di lasciare le famiglie nei nuovi appartamenti, a questo punto, anziché farle tornare di nuovo a Roio con un nuovo trasloco – conclude Pelini – Capiamo il disagio e non siamo certo contenti di dover spostare questi nuclei familiari, ma è l’unico modo per garantire la loro sicurezza in attesa del termine delle procedure”.






