L’AQUILA – “Spero che sarà Noi con Salvini a esprimere il candidato sindaco di centrodestra, l’anno prossimo”.
Irrompe il ciclone-Matteo Salvini nel soporifero panorama del centrodestra aquilano in questi primordi di campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative 2017, ma il resto della presunta coalizione, all’arrivo di un leader nazionale tra i più quotati, non c’è.
Nella movimentata tappa in centro storico all’Aquila, infarcita di contestazioni, Salvini si è sbilanciato rivendicando la paternità del candidato che sfiderà quello del centrosinistra per succedere a Massimo Cialente, andando oltre il pensiero più prudente che aveva espresso nella frazione di Paganica, prima tappa della sua visita, sul toto-sindaco.
“Una cosa per volta, sicuramente abbiam gente che sta crescendo molto bene e ci tiene alla sua città e alle sue frazioni, poi l’anno prossimo ci penseremo – aveva detto lì, smarcandosi – Forza Italia arranca? Non lo so”.
Attorno a Salvini, subito munito di felpa targata L’Aquila e con il suo nome, realizzata in loco, c’era con gli stessi paramenti la pattuglia di consiglieri eletti nel 2012 nello schieramento L’Aquila città aperta di Giorgio De Matteis e poi divenuti salviniani in corso d’opera.
Tra questi il capogruppo, Emanuele Imprudente, e i colleghi d’aula Daniele Ferella, che ha funto da “cicerone” a Paganica, e Luigi D’Eramo. Con loro il coordinatore aquilano Alfonso Magliocco, ex Pdl.
Dei vertici del partito abruzzese, l’attuale responsabile, il senatore Paolo Arrigoni, nominato a commissariarlo dopo la defenestrazione di Simone Angelosante.
Ma nessun altro del centrodestra, come d’altronde avvenuto quando sono giunti esponenti nazionali di altri partiti come Federica Chiavaroli del Nuovo centro destra: a riprova che si ragiona per partiti e non per coalizione e un po’ tutti si sentono candidati sindaco.
A omaggiare Salvini anche Ennio Molina, storico esponente aquilano della Lega Nord, che ha mostrato alcuni volantini e materiali elettorali risalenti agli anni Novanta e perfino una bandierina con i loghi della Padania.
Salvini, in quel momento pressato dalla folla, ha preso un flyer d’epoca e ha ringraziato ma senza prestarci più di tanto attenzione.





