L’AQUILA – Il Codacons Abruzzo avvierà una class-action pubblica nei confronti del Comune per la riapertura del passaggio pedonale sotterraneo che collega il megaparcheggio “Lorenzo Natali” di Collemaggio con piazza Duomo.

Dopo quasi 7 anni dal terremoto e una serie di annunci e promesse puntualmente disattese, l’ultima la scorsa estate da parte del sindaco, Massimo Cialente, finirà insomma a carte bollate la questione della rinascita del tunnel sotterraneo, non danneggiato dal sisma, che tante polemiche provocò al tempo della sua realizzazione, conclusa nel 1994 e con apertura al pubblico avvenuta solo nel 2002.

Un’opera che, quando era in funzione, ha passato più giorni con i tapis roulant spenti di quelli a regime, e dopo il sisma è rimasta del tutto chiusa.

A minacciare battaglia ora è il coordinatore regionale del Codacons, l’avvocato Fabrizio Foglietti, che ricorda come si tratti “di bene pubblico dato in concessione a società privata (la M&P mobilità e parcheggi, ndr), ma per tale fatto il Comune, che è dotato di poteri autoritativi, non potrebbe sottrarsi a un obbligo di ripristino dell’agibilità a tutela della mobilità dei cittadini”.

“Tra l’altro – rileva – si tratta di rimuovere una situazione di disagio per i parcheggi a seguito della ripresa di attività nel centro storico”.

Foglietti svela come ci siano già stati contatti in tal senso, ma infruttuosi, “altrimenti il passaggio pedonale sarebbe stato riattivato da tempo”.

L’opera, del valore iniziale di 25 milioni di euro, fu voluta dall’ex sindaco, Enzo Lombardi, e finanziata attraverso un project financing, l’80% pubblico e il resto del socio privato Alosa Spa del gruppo Lodigiani-Astaldi.

Da sempre ha suscitato contrasti e polemiche tanto che la realizzazione venne approvata nel 1987 alla presenza di 13 consiglieri comunali su 40 e con solo 9 voti favorevoli.

Ignoti scrissero sui muri di cinta dell’area, negli anni di Tangentopoli, “Di Pietro pensaci tu”, in riferimento all’allora pm di Milano, e proprio a lui si rivolsero alcuni consiglieri di “Convenzione democratica”, tra cui un giovanissimo Cialente.

Il cantiere aprì nel ‘90 ma, a causa di inchieste giudiziarie, poi tutte archiviate, ci furono ritardi oltre a modifiche sostanziali, tra cui proprio la realizzazione del tunnel, inizialmente non previsto, con aggravio dei costi e debiti fuori bilancio. Alberto Orsini