L’AQUILA – “Ore 21 e 30 tutti alla piazzetta di Roio Piano per ricordare Manolo come ai vecchi tempi”.

Il dolore per la morte di Manolo Riddei corre sul web.

Questo è solo uno dei tanti messaggi lasciati sulla bacheca Facebook del giovane aquilano che si è tolto la vita dandosi fuoco e gettandosi in un burrone in una zona impervia a Santa Rufina di Roio.

La sua morte ha sconvolto la città: Riddei era molto conosciuto per il suo impegno in politica e per i suoi successi nel mondo finanziario, nel quale aveva lavorato come broker.

“Mano’ è da questa mattina che cerchiamo di capire il perché – scrive qualcuno sempre su Facebook –  perdere un amico è doloroso, ma perderlo in questo modo il dolore è amplificato. Ci hai lasciati con tanti SE è tanti MA, che purtroppo non servono a nulla, e con tanti argomenti e situazioni su cui riflettere”.

A dare l’allarme ieri mattina è stato un vicino di casa, che abita nello stesso villaggio Map di Riddei.

Nella sua abitazione ha lasciato un biglietto nel quale annunciava il suicidio, indicando anche la località esatta nella quale si sarebbe ucciso.

Accanto al bigliettino, come riferito dagli agenti della Squadra Mobile, ha lasciato anche la fede nuziale. L’uomo era infatti sposato, ma non aveva figli.

Come riferito dal dirigente della Mobile, Maurilio Grasso, l’uomo è arrivato con la bicicletta sul punto più alto della montagna che si trova nei pressi della frazione. A quel punto si è dato fuoco lanciandosi nel vuoto.

Il pubblico ministero ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane, per accertare le cause della morte.

CHIODI: ”CHE VOGLIA DI VIVERE E DI FARE! NON CAPIAMO IL GESTO”

“Era uno dei responsabili amministrativi della mia azienda, una persona molto competente e con grande senso di responsabilità. Non ci facciamo una ragione del suo gesto, vista la voglia di vivere e di fare che aveva”.

Così l’imprenditore Corrado Chiodi, titolare della omonima azienda di costruzioni, sul 40enne Manolo Riddei, trovato morto ieri mattina nella frazione di Santa Rufina di Roio, frazione del Comune dell’Aquila, dopo essersi suicidato probabilmente mercoledì sera dandosi prima fuoco con la benzina e poi gettandosi in un dirupo in una zona impervia.

L’imprenditore, che è anche presidente dell’Aquila Calcio, è stato il primo, insieme alla polizia e ai vigili del fuoco, a trovare il corpo dopo essere entrati in casa e letto il biglietto nel quale il giovane aveva scritto dove si sarebbe suicidato.

Chiodi è ancora incredulo e traumatizzato su quanto accaduto. Come del resto i suoi colleghi.

“Era un uomo molto buono, una bravissima persona, molto buona, lascia un vuoto incolmabile sia umano che professionale – continua Chiodi – In azienda era molto apprezzato e da subito si è inserito mostrando una competenza non comune alla luce della laurea e del master che aveva conseguito. Ma nessuno si era mai accorto che qualcosa non andasse e che potesse fare questo gesto per il quale non sappiamo quali siano state le cause scatenanti”. (b.s.)