L’AQUILA – È il sorriso l’immagine evocata più volte nel corso della conferenza stampa convocata per la presentazione della lista civica “L’Aquila che vogliamo”, che propone per la candidatura a sindaco Vincenzo Vittorini.
“I cittadini devono tornare a sorridere. Solo così troveranno la forza per far rinascere la città” è stato detto in un’affollata sala thè del Grand hotel dove è stato illustrato il programma e le prospettive di una lista, i cui nomi sono ancora in gran parte da definire, che concorrerà alle amministrative 2012 con l’appoggio di altre liste a sostegno della candidato a primo cittadino.
“L’Aquila che vogliamo” è il nome dell’associazione, a questo punto trasformata in movimento, nata il 20 luglio scorso per la volontà di cittadini e professionisti aquilani, tra cui, oltre Vittorini, Pier Paolo Visione, Stefano Cencioni, Iginio Tironi, Pierluigi Menichetti e Stefano Di Salvatore.
“Ho deciso di candidarmi dopo le sollecitazioni giunte da amici e cittadini – spiega Vittorini – non si può solo criticare e fare il ‘grillo parlante’ senza proporre delle alternative. Io e miei amici l’abbiamo fatto, al di là delle esperienze personali e delle vicissitudini legate al terremoto”.
Su un punto, infatti, Vittorini è stato categorico: non accetterà strumentalizzazioni delle vicende che l’hanno coinvolto nella notte del sisma del 6 aprile 2009 (quando persero la vita la moglie Claudia e la figlia Fabrizia): “La storia personale, mia e di altre persone, è al di fuori dal concetto di candidatura. L’obiettivo è rifare L’Aquila. Non userò mai l’associazione e la fondazione per scopi politici”.
Il riferimento è all’associazione “309 martiri”, che riunisce le vittime del terremoto, e la fondazione “6 aprile per la vita onlus”: la presidenza dei due organismi, in precedenza in capo a Vittorini, è stata affidata al dottor Massimo Cinque e all’avvocato Maurizio Cora.
LA LISTA
“Lcv ritiene che L’Aquila abbia bisogno di un progetto serio di città, che le permetta di competere nel contesto globale, e di decisioni capaci di dare una direzione nel lungo periodo” ha spiegato il coordinatore Stefano Cencioni.
“Ci confronteremo ed ascolteremo i cittadini per avviare un percorso che consenta un reale cambiamento della città. Noi abbiamo un nostro programma che proporremo agli aquilani e su quello dialogheremo”.
In caso di sconfitta elettorale o ballottaggio, almeno da quanto emerso, Lcv non si apparenterà con nessuno dei due schieramenti di centrodestra o centrosinistra.
IL PROGRAMMA
Sono in tutto nove gli assi portanti del programma elettorale di Lcv: Ricostruzione della città antisismica, infrastrutture, università, economia, turismo, Comune (macchina amministrativa), sociale, sport e cultura.
“Immaginiamo L’Aquila – spiega Pierpaolo Visione, responsabile del programma e delle liste – che sia strutturalmente sicura al 100%, universitaria, attenta ai bisogni dei giovani, laboratorio innovativo, europea, ecologica, culturale, turistica, della scienza, storica, capace di far emergere il potenziale di tutti i suoi cittadini”.
“Occorre un approccio straordinario per l’immane opera che ci attende, per questo ci presentiamo ai cittadini a luglio, ad un anno dalle elezioni. Bisogna sfruttare le potenzialità e le peculiarità di questo territorio. Penso, ad esempio, ad un distretto delle biotecnologie”.
Sull’edilizia residenziale per gli universitari, inoltre, Visione ha lanciato la proposta: “Possiamo ispirarci al ‘modello Cambridge’, con campus e strutture a servizio degli universitari. Gli alloggi del progetto C.a.s.e., come quelli di Coppito 1 e 2, potranno essere a servizio degli studenti una volta che gli aquilani saranno tornate nelle proprie abitazioni”.
IL CANDIDATO
Vincenzo Vittorini, 48 anni, chirurgo, si pone alla testa di un movimento civico per la prima volta. In passato, esperienze analoghe, non hanno avuto molta fortuna.
“È vero, ma è anche vero che il contesto è totalmente diverso. Ora c’è una città da ricostruire. I cittadini hanno bisogno di certezze e fiducia nel futuro, di recuperare il sorriso. Bisogna cambiare la mentalità: sarà il cittadino al centro del progetto”.
“Troppo spesso la politica si è arroccata in un fortino. Noi diciamo basta alle guerre tra guelfi e ghibellini. Bisogna fare delle scelte, anche coraggiose o impopolari, ma vanno spiegate alle persone. Non scimmiotteremo la vecchia politica. Altrimenti cosa ci saremmo candidati a fare?”.
Sul suo trascorso personale Vittorini ha precisato: “Lo dico ora e spero di non doverlo dire più. Il mio non trasformismo, non uso l’associazione e la fondazione per scopi politici. Mi candido per impegno nei confronti della città e per un senso di ‘sana pazzia’. Gireremo questa città come un calzino, da subito, una volta eletti. Per questo ci presentiamo oggi”.
IL SIMBOLO
Il simbolo della lista ricorda un sorriso, connotato dai colori nero e verde, con una piccola linea azzurra al centro.
“Il nero e il verde, il colore del lutto e della speranza, sono i colori della città. E come tali appartengono all’intera comunità” spiega Igino Tironi che aggiunge “l’azzurro simboleggia l’acqua, che oltre a dare il nome alla nostra città, è simbolo di vita”.
LO SLOGAN
“Insieme si può, anzi si deve” è lo slogan che campeggia all’interno del logo della lista Lcv. “Chiediamo di immaginare la città del futuro agli aquilani” spiega Stefano Di Salvatore “l’impegno di tutti sarà quello di iniziare un percorso per una città moderna ed europea”. (g.a.)
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