L’AQUILA – Torna in Abruzzo, nei borghi storici dell’Aquilano, a contatto con la storia e la natura abruzzesi, il Festival internazionale di Musica “Pietre che Cantano” che si terrà dal 1 al 20 agosto.

Una dodicesima edizione che presenta anche quest’anno un programma di grande spessore artistico e musicale, per far parlare e ricordare con la musica i luoghi d’arte dell’Aquila, di Ocre, Bominaco, insieme a Fontecchio e Tione degli Abruzzi, dove il festival approda per la prima volta.

Nove concerti, un’opera lirica, una Passione duecentesca, un’intera sezione dedicata ai giovani musicisti, con workshop e concerti, due incontri di approfondimento, uno dedicato al rapporto tra musicisti e storia della cultura, l’altro dedicato alla ricerca filologica e musicale del Medioevo abruzzese, un happening musicale e astronomico in alta quota sul Sirente, e, per finire, un convegno sull’iniziativa Missing/Disperso, lanciata lo scorso anno dal Festival, riflessione collettiva sul rapporto tra patrimonio artistico e qualità della vita, con particolare riferimento ai temi del recupero e della ricostruzione post-sisma.

“Musica, arte e natura, ma anche culto della tradizione e slancio progettuale della ricerca e della innovazione sono i temi del cartellone degli appuntamenti della XII edizione di Pietre che cantano – precisa il direttore artistico del Festival Luisa Prayer – presentati nei più pregiati luoghi d’arte e ambienti naturalistici dell’ampio territorio aquilano coinvolto, a partire dalla città, con lo scenario proto-rinascimentale offerto dal Chiostro di S. Domenico, riaperto lo scorso anno proprio con un concerto del nostro festival, e poi nei borghi storici montani, là dove la vivace civiltà medievale abruzzese ha lasciato le testimonianze più significative, il Monastero di S. Spirito a Ocre, il complesso monumentale di Bominaco, la Collegiata di S. Maria del Ponte di Tione degli Abruzzi, il Convento di S. Francesco a Fontecchio, e, in alta quota, le Pagliare di Tione e Fontecchio sul Sirente”.

Prosegue Luisa Prayer a proposito del Festival e della sua missione culturale inserita nel territorio aquilano: “Abbiamo voluto dare, con questo programma, il nostro contributo alla riflessione collettiva su come ripartire, riprendere la strada dello sviluppo”.

Una speciale inaugurazione in due serate, all’Aquila e a Ocre, apre l’edizione 2011 del Festival, rendendo omaggio ai due luoghi simbolo della sua storia: si tratta del Chiostro di San Domenico all’Aquila, riaperto al pubblico lo scorso proprio grazie ai concerti del festival, e del Monastero di Santo Spirito a Ocre, sede principale dei concerti fin dalla prima edizione del 2000.

Il primo appuntamento, che, riferendosi a una celebre definizione di Tchaikovsy, ha per titolo “L’ensemble impossibile”, è in programma lunedì 1 agosto alle 20 e vede il debutto a Pietre che cantano di una giovanissima e affascinante star del concertismo internazionale, la splendida violinista inglese Nicola Benedetti, affermata interprete del grande repertorio violinistico, artista eclettica che spazia nei generi più diversi e che mette la sua notorietà anche a servizio di importanti azioni umanitarie.

Nicola Benedetti, con la sua energia e la sua creatività e il suo Earl Spencer Stradivari del 1712, si esibirà in trio con il giovane e affermato violoncellista tedesco Leonard Elschenbroich e il pianista anglo-ucraino Alexei Gryniuk, due affezionati ospiti e amici del festival.

Il concerto, trasmesso in diretta da RAI – Radio Tre, prevede l’esecuzione del Trio n. 3 in sol min. di Schumann e del magnifico e monumentale Trio in la min. di Tchaikovsky.

Il programma completo del festival è consultabile sul sito www.pietrechecantano.it.