L’AQUILA – Nel giorno dei tre congressi Pdl, tutto secondo i piani a Chieti, sorprese a Pescara ma a tenere banco è quello dell’Aquila, con una rissa sfiorata tra due pezzi da 90.
Protagonisti del violento alterco verbale, che solo per l’intervento dei presenti non ha avuto conseguenti più pesanti, il consigliere regionale del partito azzurro Luca Ricciuti e il coordinatore uscente, Gianfranco Giuliante.
Elettri tre coordinatori, Alfonso Magliocco, Lucio Cieri e Federica Chiavaroli.
Il far west ha contrassegnato il congresso aquilano. Attorno all’ora di pranzo, mentre erano da poco iniziate le operazioni di voto per il rinnovo del coordinamento all’interno del locale “Novecento10”, nel prendere la parola il presidente della seconda commissione consiliare all’Emiciclo ha sferrato un duro attacco rivolto ai vertici del suo stesso partito, accusandolo di ‘inciuci’ con il centrosinistra guidato dal sindaco uscente, Massimo Cialente.
“Il nostro partito ha usato lo strumento delle primarie come una clava, isolandosi dal resto della coalizione – ha esordito Ricciuti – Sentir dire da Cialente, che dobbiamo mandare a casa, che ‘Giuliante è il difensore della città dell’Aquila’ mi preoccupa e mi fa accapponare la pelle. In Consiglio comunale sono accadute cose scellerate fatte da questi qua (il centrosinistra, ndr) e non vorrei che venisse avallata la sensazione di chi ritiene che ci sia una parte di noi che potrebbe essere contenta in caso di una nuova affermazione di Cialente”.
Di fronte all’accuse di ‘pastette’ con il centrosinistra gli umori in sala si sono notevolmente alterati e Giuliante, che era seduto al tavolo dei relatori, è scattato verso Ricciuti, riuscendo solo a strattonarlo leggermente, grazie all’intervento di altre persone presenti in sala.
“La mia storia parla per me! – ha urlato Giuliante – Ho militato per 20 anni nell’Msi e non puoi accusare me o il partito di connivenze con il centrosinsitra!”.
Al centro dello scontro, più o meno sotterraneo, le prossime elezioni primarie (che verosimilmente si svolgeranno l’11 o al massimo il 18 marzo): consultazioni alle quali non parteciperà il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che può contare sul sostegno di una parte dei frondisti del Pdl.
“De Matteis ha dichiarato di essere equidistante tanto dal Pd quanto dal Pdl”, ha continuato Giuliante nei concitati momenti della quasi rissa con Ricciuti.
Tra i due, comunque, alla fine è tornato il sereno e Ricciuti ha potuto terminare tranquillamente il suo intervento e per la cronaca questa mattina il sindaco Cialente ha portato il saluto della città ai pidiellini in apertura dei lavori del congresso.
Le votazioni per il rinnovo del coordinamento termineranno alle 21 di questa sera, ma l’esito è già scontato: il successore di Giuliante sarà il suo fedelissimo Alfonso Magliocco, mentre il vice coordinatore sarà il consigliere comunale di Sulmona Donato Di Cesare.
L’unica mozione congressuale, “Con Alfano per le primarie, per costituire il partito della partecipazione”, è stata ribadita la grande voglia del partito e della coalizione di misurarsi con le consultazioni popolari.
I rumors parlano, allo stato attuale, di tre candidati: l’ex sindaco Enzo Lombardi, l’architetto e docente universitario Pierluigi Properzi e il segretario regionale della Destra e assessore provinciale, Luigi D’Eramo.
Il coordinatore regionale del partito, Filippo Piccone, ha invitato ufficialmente “anche Giorgio De Matteis a partecipare alle primarie”.
Ma in più di un’occasione il candidato sindaco del progetto politico “L’Aquila città aperta” ha dichiarato di non volerne sapere di sottoporsi alle forche caudine delle primarie.
La mossa di Piccone e del Pdl tutto sembra piuttosto orientata a mettere con le spalle al muro De Matteis per poter magari un giorno dire ‘noi gliel’abbiamo chiesto fino alla fine, è lui che non ha voluto parteciparvi’.
Il primo congresso della pur breve storia della federazione del Pdl, nato nel 2008 dalla fusione “a freddo”, come l’ha definita il neo coordinatore della federazione L’Aquila- Sulmona, Alfonso Magliocco, di Forza Italia e Alleanza nazionale era iniziato sotto i migliori auspici.
Tanti sorrisi, strette di mano calorose, pacche sulle spalle e chiacchiere amichevoli davanti a una tazzina di caffè del bar. Tanti i volti noti e meno noti presenti alla kermesse: parlamentari ed esponenti del mondo produttivo, militanti e iscritti, rappresentanti delle Istituzioni locali e simpatizzanti. Tutti per celebrare il passaggio di consegne ideale tra il coordinatore uscente, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, e il suo successore Magliocco. Sullo sfondo l’obiettivo delle primarie, al centro della mozione congressuale, e i malumori nemmeno troppo celati di una parte del Pdl, le amministrative di maggio e i malumori di una fronda che, al di là dei numeri e delle tessere che rappresentano, incrinano l’alone di serenità e unità che il partito sta cercando di recuperare, soprattutto agli occhi degli elettori.
“Come ci si sente a lasciare il timone dopo 15 anni? Stanco” scherza Giuliante, tra i fautori del cosiddetto ‘ricambio generazionale’ della classe dirigente del partito. Mentre sulle primarie l’ex federale di Alleanza nazionale ha ribadito “l’opportunità di aprirle a tutta la città, a chi vuole candidarsi a sindaco. Anche a Giorgio De Matteis”.
Il nome del vice presidente vicario del Consiglio regionale è stato più volte evocato dai presenti, fuori e dentro la location individuata per il congresso e non è un mistero che una parte dei pdiellini, quelli che fano riferimento alla dirigente regionale Carla Mannetti, siano per un coinvolgimento diretto di De Matteis alle primarie che, come ha spiegato Maglocco “ si svolgeranno molto probabilmente l’11 marzo. Al massimo il 18. Ma si faranno”.

“Quello di oggi è il culmine di un percorso, in un momento in cui la politica vive una complessa fase politica. ha detto Magliocco – Il nostro partito, nato dalla fusione a freddo di An e Forza Italia aspetta una fase di rilancio, che non può prescindere dalla fase congressuale e dalle primarie. Uno strumento fondamentale per rinnovare la classe dirigente e riallacciare i rapporti con l’elettorato. Diciamo che entro la settimana verranno presentate le candidature dei competitor”.
In ballo ci sono i nomi dell’architetto e docente universitario Pierluigi Properzi, dell’ex sindaco Enzo Lombardi e del segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo. Difficile che anche De Matteis decida di mettersi in gioco alle primarie: “De Matteis ha detto di essere al di fuori degli schieramenti, lontano dal Pdl e dal Pd. Penso abbia già individuato il suo percorso che mira piuttosto alla costituzione di una forza di centro, sulla scia di quello che potrebbe essere il terzo polo”.
Quanto alle fronde interne al partito azzurro Magliocco ha sottolineato che “Il Pdl è nato con la voglia di rappresentare tutti gli Italiani, di essere maggioranza. In un partito così grande è normale che ci siano diverse sensibilità e opinioni diverse. È legittimo che sia così, ma ci sono metodi e luoghi per il confronto, che va fatto secondo regole e canoni”.
Sulle prossime amministrative, infine, Magliocco ha dichiarato che si tratta di “un banco di prova importantissimo, nel quale dovranno prevalere le idee la progettualità. Mi sembra, invece, che sotto un certo punto di vista si stia proiettando un film già visto: Cialente contro Festuccia nel centrosinistra, De Matteis al centro. Noi proporremo qualcosa di diverso, facendo scegliere alla gente il miglior candidato possibile”.
Il coordinatore regionale Pdl, senatore Filippo Piccone, le primarie di marzo “dovranno essere aperti a tutti. Per questo rivolgo un appello pubblico a Giorgio De Matteis a prendervi parte. Ritengo che la sua candidatura potrebbe essere ancor più autorevole se sugellata dal voto del popolo di centrodestra. Per convincerlo? Credo possa bastare un po’ di buon senso”.
Prima del suo intervento pubblico, che ha provocato la quasi rissa con Giuliante, Luca Ricciuti è stato altrettanto duro: “Con le primarie usate come una clava si è sfasciata la coalizione di centrodestra. Apprezzo la scelta di fare il congresso e le primarie, ma è evidente che si sarebbero potute individuare metodologie diverse per la scelta del concorrente ideale per la carica di sindaco. In più quando sento Cialente lodare Giuliante siamo di fronte alla dimostrazione plastica che qualcosa non funziona. Sento odore di inciuci”.
Le operazioni di voto, iniziate attorno a mezzogiorno si concluderanno alle 21 di questa sera. Al congresso Pdl hanno portato il proprio saluto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, gli onorevoli Pdl Marcello De Angelis e Sabatino Aracu, i segretari regionali di Ugl, Piero Peretti, e Fabio Frullo (Uil-Fp), il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, e il dirigente del partito Salvatore Santangelo, il segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo, il manager Asl numero 1, Giancarlo Silveri.
SANTANGELO: “MOZIONE CHE UNISCE”
“L’80 per cento degli italiani vuole che si facciano le primarie” ha dichiarato il dirigente del partito Salvatore Santangelo.
“La mozione congressuale è finalizzata proprio a raggiungere questo obiettivo. È una mozione che unisce, mentre punta a spaccare chi invece vuole chiudersi nelle segrete stanze e scegliere al posto dei cittadini. Del resto le primarie sono state indicate dal segretario nazionale, Angelino Alfano. Chi è contro le primarie è contro Alfano”.
CIALENTE: “SARA’ CAMPAGNA ELETTORALE SU IDEE”
“Mai come in questa epoca c’è bisogno di forze politiche aggreganti, capaci di puntare alla ricostruzione economica e sociale dell’Aquila, oltre che edilizia. Da posizioni opposte sono convinto che entrambi gli schieramenti sono concentrati su questo obiettivo e mi aspetto una battaglia leale, incentrato sulle idee ed i progetti” ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
“La politica dovrà essere quella con la p maiuscola, in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini”.
ARACU: “COMUNQUE SI FACCIA SAREMO CRITICATI”
L’onorevole Pdl Sabatino Aracu ha rivolto “i più sentiti auguri di buon lavoro ad Alfonso Magliocco e Donato di Cesare. Ne avranno bisogno per il lavoro che li attende e per le critiche che da una parte dei media e della società arriveranno. Se ci si presenta con una mozione unica ci si accusa di essere troppo chiusi in noi stessi, quando ci sono più mozioni e liste, invece, come accade in altre città, ci si accusa di essere frammentati. Come si fa si sbaglia. L’importante è andare avanti per la propria strada, prediligendo il lavoro e l’impegno”
DEL CORVO: “C’E’ POCO DA PARLARE , MOLTO DA FARE”
“C’è poco da parlare e molto da fare” ha esordito il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo.
“Le prossime amministrative sono un banco di prova, non sarà facile ma possiamo farcela”.
D’ERAMO: “PRIMARIE PER AVERE MIGLIOR CANDIDATO POSSIBILE”
“Le primarie sono l’unico modo per avere il miglior candidato possibile”. Parole e pensieri del segretario regionale della Destra, che in Consiglio comunale ricopre il ruolo di capogruppo del partito di Storace.
“Il governo di centrosinistra ha messo in ginocchio una città già provata dal dramma del terremoto”.
UGL: “LAVORATORI CALL CENTER 3G SULMONA COSTRETTI A PARTECIPARE”
“Una cosa così squallida non l’ho mai vista”. Questo il commento del segretario regionale Ugl, Piero Peretti, che denuncia come al congresso Pdl dell’Aquila abbiano partecipato “anche i lavoratori del call center 3G di Sulmona (L’Aquila), riconducibile all’onorevole Sabatino Aracu. Persone prese e portate dal capoluogo peligno con tre pullman della ditta Presutti e costretti a votare e fare presenza”.
E in effetti questa mattina, all’orario previsto dei lavori congressuali, le 10:30, erano presenti non più di un centinaio di persone: “Tanto è vero – aggiunge Peretti – che si stentava ad iniziare. Poi sono arrivati questi tre pullman da cui sono scesi lavoratori che conosco per averli visti alle assemblee in azienda. Vergognoso, penso che oggi sia stato toccato il fondo proprio da quei partiti e dai quegli esponenti della politica che parlano di rinnovamento e di riavvicinamento al cittadino”.
“Il capo del personale del call center è Nicola Angelucci, guarda caso anche presidente del Consiglio a Sulmona ed è molto vicina ad Aracu. Una persona bravissima e con cui ho ottimi rapporti, non ce l’ho con lui. Ma vedere queste persone costrette a recarsi all’Aquila, di domenica, per il congresso, con tre pullman, che non vengono riempiti nemmeno per le trasferte calcistiche, fa un’enorme tristezza”.
I lavoratori sono stati trasportati “sia per fare presenza e mi risulta anche per votare, visto che qualcuno ha pagato loro le tessere. E mi risulta anche che il congresso si sarebbe dovuto tenere di sabato e che è stato spostato alla domenica perché il call center è chiuso e quindi i dipendenti sarebbero potuti venire senza problemi per l’azienda”.
Posti tutti occupati negli spazi della Camera di commercio di Chieti al Foro Boario e gente anche in piedi per il primo congresso provinciale del Popolo della libertà che ha visto due mozioni contrapposte.
Da un lato, quella capitanata dal vice sindaco di Ortona, Lucio Cieri, e dall’altro quella “minoritaria” a detta dello stesso protagonista, a guida dell’ex coordinatore provinciale Pasquale Di Nardo.
Il congresso si sta svolgendo sotto la presidenza del vice presidente della Camera dei deputati, Antonio Leone, avvocato penalista ex Forza Italia di Putignano, in provincia di Bari, che ha sottolineato come il congresso teatino gli sia apparso “subito vivo e vivace, alla faccia dell’antico soprannome di Chieti, città della camomilla a partire dal processo Matteotti in poi”.
Al tavolo della presidenza, insieme a Leone, il senatore Fabrizio Di Stefano, l’assessore regionale e coordinatore provinciale uscente, Mauro Febbo, e i due componenti dell’ufficio di presidenza, Valerio Visini, presidente della società pubblica del Comune di Chieti Teateservizi, e il consigliere del Comune di Vasto (Chieti) e della Provincia di Chieti Etelwardo Sigismondi.
Il dibattito è stato animato anche dagli assessori regionali e consiglieri regionali espressione della provincia teatina (tutti nella lista di Cieri): oltre allo stesso Febbo, Federica Carpineta, Luigi De Fanis, Nicola Argirò, Emilio Nasuti, Tonino Prospero (che pur avendo la tessera del Pdl in Regione appartiene al gruppo di Rialzati Abruzzo), e Giuseppe Tagliente.
Gli ultimi due, però, hanno rinunciato al loro discorso per aderire all’appello del senatore Di Stefano di lasciar spazio ai tanti giovani che volevano intervenire, visto che il dibattito si sarebbe chiuso alle 14, per dar spazio alle operazioni di voto dalle 14 alle 21.
Attesissimi i discorsi dei due candidati coordinatori, improntanti entrambi al fair play. Addirittura Di Nardo a un certo punto ha detto che sarebbe stato pronto anche a ritirare la mozione, cosa che però, a stare alle regole interne, tecnicamente non poteva fare.
Ad ascoltare entrambi i candidati coordinatori provinciali, comunque, non si sono notate grandi differenze tra le due mozioni.
Di Nardo ha insistito molto sulle primarie come importante strumento democratico e si è riferito soprattutto alle prossime comunali di Ortona.
Ma proprio sulle primarie già da tempo è nota la posizione di Di Stefano, cui fa capo la candidatura di Cieri, che con il peso della sua carica di vice coordinatore regionale del Pdl si era detto a favore delle pre-consultazioni popolari, concetto che ha ribadito anche nell’applaudito discorso al congresso.
Forte l’appello all’unità che è venuto fuori dal discorso del senatore. Unità che non vuol dire, ha detto, “mettere a tacere d’imperio chi ha posizioni contrarie”, ma significa “contrapporsi, anche aspramente, a denti stretti e a muso duro come è avvenuto in passato”, ma “nelle sedi opportune”, quali appunto i congressi, e a dibattito chiuso “ritrovarsi più uniti di prima”.
Da questo punto di vista, Di Stefano ha lanciato anche l’idea di una “conferenza programmatica provinciale dove affrontare tutti i problemi del territorio e confrontarsi apertamente a riguardo”.
LUCIO CIERI ELETTO COORDINATORE
Tutto come da programma al congresso provinciale del Popolo della libertà di Chieti: il nuovo coordinatore provinciale è il vice sindaco di Ortona Lucio Cieri, esponente del gruppo che fa capo al senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale del Pdl.
Schiacciante la sua vittoria: 89,2% dei consensi (3.253 voti), a fronte del 10,8% (394 voti) che è andato al suo antagonista, il vice coordinatore provinciale uscente, Pasquale Di Nardo.
I votanti sono stati 3.647, un numero che va oltre le più rosee aspettative, come ha detto ad AbruzzoWeb l’ormai ex coordinatore provinciale Mauro Febbo che aveva previsto una forchetta di voti che si aggirava tra i 2.500 e i 3.500.
Sono 27 gli elementi della lista di Cieri che risultano perciò eletti nel coordinamento provinciale, 3 quelli della lista di Di Nardo. (ar.ia.)
IL CASO ORTONA
“Non si può spaccare un congresso sulle primarie di un solo comune”. Le parole sono del senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore provinciale del Popolo della libertà, nel suo discorso al congresso provinciale di Chieti e questa frase è stata quella che ha fatto capire perché un congresso che alla vigilia poteva essere unitario ha visto spuntare all’ultimo momento una seconda lista voluta e guidata dal vice coordinatore provinciale uscente, Pasquale Di Nardo.
Il comune cui fa riferimento Di Stefano, sebbene non lo dica espressamente, è Ortona, l’unico tra i 20 centri della provincia di Chieti in cui si vota, al di sopra dei 15 mila abitanti, in cui il centrodestra non ha ancora un candidato sindaco.
A dire il vero, tra tanto fair play e tanti attestati di stima tra i componenti dell’uno e dell’altro schieramento, non si era riusciti ad inquadrare bene la situazione, a capire, cioè, perché era nata la seconda lista Di Nardo.
Anzi, ad ascoltare i discorsi alla platea congressuale del vice sindaco di Ortona, Lucio Cieri, candidato coordinatore del gruppo che fa capo al senatore Di Stefano, e dello stesso Di Nardo, emergevano due posizioni molto simili nella sostanza, eppure contrapposte.
Cieri ha proposto un intervento da coordinatore in pectore. I numeri dicono che sarà lui a vincere e dunque ha assicurato che la sua sarà una gestione che tenterà di arrivare a “scelte condivise, non solo dal coordinamento provinciale ma anche dalla base” e che vorrà un “partito aperto” pronto a mettersi in gioco su tutte le scelte più importanti.
Nel suo discorso di Di Nardo si è presentato come uno “sfidante minoritario” e ha addirittura ventilato la possibilità di ritirare la candidatura, cosa che tecnicamente non era possibile, come ha ribadito il presidente del congresso, onorevole Antonio Leone.
Di Nardo ha anche assicurato che la sua appartenenza al partito non è in dubbio e che Cieri sarà il suo coordinatore provinciale. Ha detto anche che “non si va da nessuna parte se non si rispettano le idee degli altri”, ma ha subito chiarito che questo “non è un rimprovero che faccio a voi ma prima di tutto a me stesso”.
Al termine del suo discorso, Di Stefano si è alzato e lo ha abbracciato, e all’inizio del suo intervento il senatore ha anche ringraziato Di Nardo per aver presentato la sua lista, dimostrando in questo modo che quello di Chieti è un congresso vero e che il Pdl teatino non è “un partito di plastica” con “nomi calati dall’alto”.
Ma la frase del senatore circa il rischio di spaccare un congresso sulle primarie di un solo comune ha spazzato via i dubbi, e ha fatto capire che il problema era il caso Ortona.
E, in effetti, l’intervento di Di Nardo è stato molto incentrato sia sul voto ad Ortona, sia sulla necessità di ricorrere alle primarie. Una necessità che, però, non è affatto mal vista neanche da Di Stefano, visto che già in tempi non sospetti il vice coordinatore regionale del Pdl si era schierato pro primarie. Sebbene ad Ortona siano in tanti a non volere le primarie.
Lo stesso Cieri ci ha detto che avrebbe lavorato per ricomporre il Pdl ortonese e arrivare a una candidatura unica. È su questa linea anche il sindaco di Ortona Nicola Fratino, la gran parte della sua maggioranza e l’assessore provinciale e capogruppo del Pdl al Comune di Ortona, Remo Di Martino che reclama la candidatura.
Allora chi è che vuole le primarie ad Ortona? A chiederle a gran voce è il presidente del Consiglio comunale Tommaso Cieri, sostenuto dal gruppetto del socialisti, che fa riferimento proprio a Pasquale Di Nardo, che, a questo punto, si capisce come non veda di buon occhio Di Martino candidato sindaco.
Insomma, alla fine è stata Ortona a mettersi di traverso a un congresso che poteva essere unitario. Senza voler nulla togliere, con questa considerazione, alla legittima posizione di Di Nardo e del suo gruppo di presentarsi e anche, magari, di volersi contare in sede congressuale. (ar.ia.)
ANCHE I GIOVANI FANNO SENTIRE LA LORO VOCE
Se c’è una cosa di cui il coordinatore provinciale uscente, l’assessore regionale Mauro Febbo, ha detto di andare particolarmente fiero ed orgoglioso è la presenza di tanti giovani al congresso teatino.
Febbo ha citato anche il numero delle tessere dei ragazzi piediellini: 1.283, “è l’eredità che lascio – ha detto – al nuovo coordinatore provinciale”.
E che alla loro presenza si tenesse particolarmente, lo si è capito anche dall’invito fatto dal senatore Fabrizio Di Stefano perché si rinunciasse ad alcuni degli interventi per dar spazio alla voce dei giovani.
Fra gli altri hanno parlato il presidente provinciale di Giovane Italia, Marco Di Michele Marisi, classe 1988, che ha citato le parole di un altro giovanissimo attivista sul partito che avrebbe voluto, e Jessica Verzulli che ha stimolato la classe giovanile del partito a non avere soggezione nei confronti dei senior e ad essere propositiva e anche critica liddove serve. (ar.ia.)
Federica Chiavaroli nuovo coordinatore cittadino del Pdl pescarese.
Popolo della libertà spiazzato al congresso, che si è chiuso con questo esito a sorpresa.
La lista del consigliere regionale Chiavaroli, infatti, l’ha spuntata contro ogni pronostico superando quella del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
Da quanto si è appreso, sono 1.748 i voti ricevuti dalla Chiavaroli, quasi il doppio dei 913 raccolti da Pagano. Eloquenti anche le percentuali, 65,69 contro 34,31 per cento.
Quanto ai seggi, la lista della Chiavaroli ne ha collezionati 22 mentre al gruppo di Pagano ne vanno 10.




