L’AQUILA – “Uno spettacolo teatrale sinergico con il filo conduttore della donna, protagonista di storie di vita normale, con la speranza di divulgare ancora una volta, e non solo per l’8 marzo, la problematica della violenza di genere”.
Questo in sintesi, per Loredana Errico, lo spettacolo “C’era una volta.. Donne strordinariamente normali”, di cui ha curato la regia, insieme a Sandro Argentieri, organizzato all’Aquila per sabato 10 marzo alle ore 21, nella sede del Teatro dei 99, in via Rocco Carabba.
Lo spettacolo, frutto di un’idea del Teatro dei 99, in collaborazione con il centro antiviolenza “Donatella Tellini” dell’Aquila e con il patrocinio dell’Aidaf (Associazione italiana danza e attività di formazione), è stato presentato questa mattina nella sede del Teatro.
“Abbiamo voluto creare questo evento per ricordare una collega del direttivo Aidaf che non c’è più per mano della violenza del marito. Vogliamo che sia un momento a portata di tutti, e in cui le nostre donne possano riconoscersi nelle varie storie che andranno a mettere in luce il valore e la forza di tutto il generele femminile”, aggiunge la Errico.
“In questa prima stesura – ha spiegato ancora – abbiamo scritto e messo in scena, coinvolgendo e cercando di sensibilizzare una certa fascia di età, ovvero i giovani del nostro corso di recitazione, che sono i primi protagonisti insieme ai professionisti del nostro teatro”.
Sul palco saliranno i ballerini Leonardo Bizzarri, Eliana Di Gennaro e Katjana Pacella, tra gli attori Melissa Paparusso, Fausto D’Antonio, Cristiano Pitari e Ombretta Di Cato, insieme ai ragazzi del corso di teatro, Giulia Buccella, Daniel Crudele, Riccardo Martinelli, Chiara Pacitti, Sara Panepucci, Cosmo Rosso Santilli, Marta Silvi.
Ospiti della serata Vincenzo Galano, Maela Boltri e Cristian Magurano della Compagnia Egribiancodanza di Torino.
“È un onore per noi avere collaborato alla buona riuscita della serata con il centro anti violenza dell’Aquila – ha aggiunto la Errico – da questo progetto sinergico, speriamo di avviare un percorso tematico che possa coinvolgere le scuole. Perchè la violenza di genere non ha un’età e la prima sensibilizzazione è fondamentale nei primi anni di crescita”.
“Quello che ci sentiamo di dire ancora una volta è di non aspettare mai, denunciare ogni caso di violenza”, conclude.
Presente anche il presidente del centro antivolenza “Donatella Tellini”, l’avvocato Simona Giannangeli che ha ribadito come, “la violenza maschile sia un dato strutturale che non possiamo racchiudere alla sola giornata dell’8 marzo. Queste iniziative che vanno a mescolare anche l’arte e in questo caso il teatro, vogliono rendere la sensibilizzazione una buona pratica quotidiana”.
“Constrastare la violenza maschile è difficile ma possiamo farcela. Innanzitutto dobbiamo abbandonare gli stereotipi e tutti i pensieri legati a questa problematica, come i raptus o l’uomo che all’improvviso impazzisce. Non è così, è l’uomo normale che usa violenza per colpire la donna nella sua libertà”, dice ancora.
E il centro aquilano, sta lavorando molto per arginare il fenomeno, secondo i dati forniti dalla Giannangeli, negli ultimi 10 anni sono state assistite circa 450 donne, quasi tutte del territorio, con un’incidenza degli stranieri che si aggira intorno all’1 per cento.
A portare il contributo del Comune dell’Aquila, l’assessore alle Politiche sociali e al Diritto allo studio, Francesco Bignotti.
“La violenza di genere è una tematica tanto attuale quanto difficile da arginare che noi seguiamo da vicino con l’assessorato alle Pari opportunità”, le parole di Bignotti.
“Sono perfettamente d’accordo che la prima informazione vada veicolata dall’età scolare per creare una crescita consapevole e una conoscenza dei rapporti uomo-donna. Noi abbiamo il dovere di fornire una politica educativa efficente. Veicolare questi messaggi attraverso l’arte è una scelta giusta alla quale plaudo positivamente”, aggiunge l’assessore.
Bignotti ricorda infine che come amministrazione comunale si stanno mettendo in campo una serie di azioni, “volte a veicolare messaggi positivi sul tema alle famiglie, per migliorare il rapporto tra i genitori e tra genitori e figli”.






