L’AQUILA – “Ormai la crisi sta colpendo dappertutto, alla mensa dei poveri c’è sempre più gente e sempre più spesso vediamo arrivare gli aquilani”.

Sospira sconsolato Pierino Giorgi, presidente del Consorzio Celestiniano, che gestisce la struttura di assistenza che neanche a Pasqua e Pasquetta ha chiuso i battenti ma ha continuato a sfornare pasti caldi per i bisognosi.

D’altronde, in una Pasqua in cui otto italiani su dieci se ne sono stati a casa piuttosto che farsi spiumare da un ristorante, per chi la casa non ce l’ha diventa una manna dal cielo una struttura del genere.

La Mensa di Celestino si trovava prima del sisma in pieno centro, a via dei Giardini, da due anni è rinata nella periferia Ovest, nella zona di piazza d’Armi. Lavora tutti i giorni, e i numeri sono in aumento.

“A Pasqua abbiamo avuto 100 persone, a Pasquetta poco meno, un’ottantina”, spiega Giorgi, che assieme a una squadra di una decina di volontari si occupa del servizio.

Da leccarsi i baffi il menu: domenica è stato servito un antipasto misto tradizionale, per primo pasta al forno, per secondo come vuole la tradizione agnello con patate, tre uova giganti e colomba per dessert, infine una macedonia di frutta fresca.

Non inferiore quello di Pasquetta: pasta al ragù, spezzatino in umido e ancora dolci tipici pasquali.

Alla mensa non si mangia solo, tutto è collegato alla spiritualità e ci sono state celebrazioni nella vicina chiesa di San Bernardino in piazza d’Armi.

“Sabato sera – racconta Giorgi – c’è stata la veglia pasquale, domenica la solenne celebrazione delle 11, entrambe molto seguite. Per noi non esistono giornate di riposo, è sempre un servizio ma ci fa piacere”.