L’AQUILA – Tecnologia al top, nella chirurgia della Asl 1 L’Aquila-Sulmona-Avezzano, grazie all’ultima versione del robot Da Vinci, che permette un campo visivo del chirurgo 10 volte più ampio, precisione assoluta nel taglio, sanguinamento ridotto e degenze dimezzate nel post-operatorio.
Sono questi, in sintesi, i punti di forza del robot di ultimissima generazione, di cui attualmente in Italia vi è solo un altro esemplare, presentato questa mattina all’ospedale San Salvatore.
L’ultima creatura dei robot chirurgici è stata ceduta in comodato d’uso alla Asl aquilana dall’azienda produttrice e il suo uso è stato reso possibile grazie al finanziamento della fondazione Carispaq, che ha messo a disposizione una somma di 160 mila euro, e del Fondo etico per la ricostruzione dell’Aquila, che ha stanziato ulteriori 80 mila euro, come anticipato a ottobre da AbruzzoWeb.
Una disponibilità complessiva di 240 mila euro che verrà utilizzata per l’acquisto dei kit necessari per gli interventi, cioè materiale come pinze e altro.
L’avvento del robot Da Vinci segna una svolta per la Asl, poiché il chirurgo non è più a contatto con il paziente, ma aziona a distanza dei braccetti, 4 in tutto, con cui esegue le manovre operatorie con una precisione pressoché assoluta, avvalendosi di un monitor ad altissima qualità di immagine, che ingrandisce in modo considerevole la sua visione di lavoro.
L’efficacia del nuovo strumento chirurgico consentirà di incidere con grandissima precisione solo i tessuti interessati dall’intervento, risparmiando quelli vicini, con l’effetto di ridurre di molto i sanguinamenti, rispetto alle operazioni vecchio stile, abbassando i tempi di recupero del degente e attenuando anche il tasso di sofferenza post operatoria.
L’uso del robot richiede una grande padronanza da parte del chirurgo, che deve seguire dei corsi di formazione a livello europeo. Il primo a usarlo per la Asl 1 nei giorni scorsi è stato Luigi Di Clemente, direttore del reparto di urologia dell’Aquila, che ha effettuato già alcuni interventi e che stamane ha mostrato il funzionamento del nuovo prodotto.
Il macchinario, che sarà a disposizione di tutti gli ospedali della Asl provinciale aquilana, verrà usato in larga misura in urologia ma se ne avvarrà anche la chirurgia generale, la ginecologia, l’otorino e, in proiezione futura, anche la branca toracica.
Alla presentazione del robot tra gli altri erano presenti il direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, il vice sindaco dell’Aquila con delega alla Sanità, Guido Liris, il presidente provinciale dell’associazione costruttori Ance, Ettore Barattelli, in rappresentanza del Fondo etico, e il segretario generale della Fondazione Carispaq, David Iagnemma.
“Oggi, a dispetto del difficile momento della sanità – ha detto Tordera – grazie a Fondazione Carispaq e Fondo etico ci dotiamo di uno strumento all’avanguardia che alzerà di molto lo standard dell’attività chirurgica in tutti gli ospedali della provincia”.
Il presidente della Fondazione, Marco Fanfani, ha rimarcato l’importanza del nuovo macchinario. “Abbiamo sostenuto il progetto affinché la Asl potesse dotarsi di un robot di altissima tecnologia che migliorerà la qualità delle prestazioni di alta specializzazione dell’ospedale aquilano, già centro di eccellenza per la chirurgia mininvasiva – ha concluso Fanfani – L’azione della Fondazione è a sostegno dello sviluppo socio-economico del territorio e del benessere della comunità”.



