L’AQUILA – “Ho chiesto all’assessore Pietro Di Stefano di fare domani una riunione con la struttura comunale, per capire come intervenire e se possiamo. Porterò io stesso alla Procura questi articoli, rendendo un esposto. Sono certo che partiranno le indagini”.

Lo annuncia il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in relazione a quanto denunciato da alcuni subappaltatori per le false autocertificazioni presentate dalle imprese edili attestanti pagamenti mai avvenuti per incassare gli stati di avanzamento (Sal) relativi a lavori di riparazione delle case danneggiate.

Nella lunga nota riportata sul suo profilo Facebook, il primo cittadino si chiede anche: “Cosa aspettano questi subappaltatori a denunciare al Comune le imprese, e andare loro alla Procura o dare a noi gli strumenti per andare? Ma i direttori dei lavori, benissimo pagati, non vedono, non sentono, non parlano?”.

LA NOTA COMPLETA

È una vicenda che da tempo denunciammo. Circa due anni fa il Comune provò, nuovamente, ma sempre con scarsissimo successo, ad organizzare un incontro tra le associazioni delle imprese edili ed artigianali della provincia. L’idea era l’uovo di colombo.

Creare una filiera: fornitori aquilani o abruzzesi, subappalti a imprese abruzzesi e aquilane, manodopera il più possibile abruzzese e aquilana. Non che avessi inventato niente. La ricostruzione del Friuli fu soprattutto questo. Successo nullo.

È mancata e manca la volontà, forse non c’è stato l’interesse delle organizzazioni regionali, tolto il Comune dell’Aquila, delle altre istituzioni, in primis la Regione , delle Camere di Commercio . Molti se ne sono letteralmente fregati. Altri interessi; magari ottenere ribassi maggiori da imprese sparse in Italia dove non si vede un ora di lavoro da anni. Ma quella riunione servì almeno a conoscere e risolvere un problema.

Una storica azienda artigiana del marmo, denunciò che gli ultimi subappaltatori, quelli delle rifiniture (marmisti, pittori, parquettisti, porte, finestre ecc) non venivano pagati nell’ambito dell’ultimo SAL. Questo perchè nella legge Barca, mentre eravamo riusciti ad inserire che per ciascun SAL venissero elencate le fatture quietanzate di pagamento ai subappaltatori, una strana interpretazione dell’ultimo SAL non rendeva obbligatorio questo aspetto.

Ne parlai immediatamente con Di Stefano e Fabrizi che cominciarono allora a richiederle, dopo un atto del Dirigente. Ora compare questa notizia. Se sono 150 a dichiarare o meglio a denunciare questa situazione, cioè di false autocertificazioni di avvenuti pagamenti, credo che il fenomeno sia da moltiplicare almeno per tre o quattro.

Cosa ne penso: anzitutto ho chiesto all’ assessore Di Stefano di fare domani una riunione con la struttura comunale, per capire come intervenire e se possiamo. Ricordo infatti che si parla di documentazione che ci viene consegnata, sotto forma di autocertificazioni. Secondo punto porterò io stesso alla Procura questi articoli, rendendo un esposto. Sono certo che partiranno le indagini. Però adesso, una riflessione. Cosa aspettano questi subappaltatori a denunciare al Comune le imprese, ed andare loro alla Procura o dare a noi gli strumenti per andare? Secondo punto: ma i direttori dei lavori, benissimo pagati, non vedono, non sentono, non parlano? terzo: queste imprese , se non pagano, vuol dire che sono in terribile difficoltà (non voglio pensare che vogliano rubare soldi ai subappaltatori), allora perchè nessuno, nel momento in cui sono state scelte, nell’assemblea di condominio, e soprattutto l’amministratore, a sua volta pagato, si è preoccupato di vedere i bilanci di queste imprese?

Stiamo cercando di porre rimedi a queste situazioni con la nuova legge, ma io credo molto nella responsabilità della filiera della ricostruzione privata: anzitutto i proprietari, poi gli amministratori di condominio, poi i direttori dei lavori. Sto vedendo spesso, nelle famiglie che vengono ad esporre problemi, che c’è stata e c’è una sorta di fiducia cieca, di rassegnazione. Mi spiace, anche perchè, poichè le case ce le stanno ricostruendo gli italiani con i loro soldi, dovremmo prestare doppia attenzione.

Non è l’USRA, il Comune o la Prefettura che devono o possono intervenire. I primi che possono e dovrebbero vigilare, sono coloro ai quali l’Italia sta ricostruendo la casa, o coloro che sono pagati per farlo. Ricordo a tutti che questa è la ricostruzione PRIVATA. A volte mi chiedo: se i soldi fossero i nostri, saremmo egualmente così… fiduciosi nel lavoro di tecnici, amministratori, imprese? Ecco perchè continuo a dire, da anni, che servono norme più stringenti.