L’AQUILA – Una lezione particolare, quella a cui hanno potuto assistere oggi gli studenti del liceo Scientifico “Andrea Bafile” dell’Aquila, con la presenza dell’astronauta Paolo Nespoli che ha raccontato la sua avventura nello spazio.

“Sei mesi da extraterrestre”: così li ha definiti Nespoli, ricordando quel “viaggio”. In quella missione, il 15 dicembre 2010 è salito sulla stazione spaziale internazionale con la “Sojuz Tma-20” per l’esperienza “MagIsstra” dell’Esa, l’ente spaziale europeo, come ingegnere di volo.

Dopo 157 giorni trascorsi a bordo della stazione spaziale internazionale, il 23 maggio 2011 alle 4.27 (ora italiana) è rientrato sulla Terra a bordo della Sojuz insieme al russo Dmitri Kondratyev e alla statunitense Catherine Coleman, atterrando nelle steppe del Kazakistan.

Oltre a raccontare la sua esperienza, Nespoli ha spiegato ai giovani studenti aquilani quali siano le qualità che servono per raggiungere il sogno di andare in orbita. Il tutto con uno humor spiccato che ha ancor di più entusiasmato gli studenti.

Va ricordato che in Italia sono stati finora solo 5 gli austronauti, compreso Nespoli. L’appuntamento è stato organizzato dalla Lhasa, il Laboratorio autonomo di studi antropologici, dell’Aquila di cui un componente è il professore di Filosofia del “Bafile”, Sandro Cordeschi.

“Per l’arrivo di Nespoli allo Scientifico – ha detto Cordeschi – è stata utile l’amicizia in comune con l’ingegnere della Thales Alenia Space Armando Tempesta, originario di Lucoli, in provincia dell’Aquila, che gli ha chiesto di venire nella nostra scuola”.

“I viaggi nello spazio – ha detto Nespoli – non devono essere visti come una spesa, ma come un grande investimento. Tutte le popolazioni che si sono sviluppate nel tempo, infatti, si sono aperte alla ricerca di nuove conoscenze, mentre sono rimaste indietro quelle chiuse in se stesse”.

“Dallo spazio – ha continuato l’austronauta – possiamo capire ancora di più i problemi della Terra. Cosa più importante è che possiamo vedere, purtroppo, come l’uomo sta cambiando gli equilibri dell’ecosistema”.

E sui pesanti costi necessari per andare nello spazio, per l’austronauta italiano ha concluso che “la scienza ha bisogno di capire la Terra anche da una parte lontana e ben diversa, visto che è assente la forza di gravità. In un futuro prossimo – ha ricordato – si potrebbero organizzare anche viaggi turistici. Inoltre è presente anche l’industria aerospaziale italiana, visto che molti componenti delle navicelle o delle attrezzatture del nostro Paese”.