L’AQUILA – Sono durati poco più di 24 ore gli struscioni che nella notte tra lunedì e martedì erano stati affissi da esponenti del comitato 3e32 contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in diverse zone della città.
Nei manifesti si “invitava” il premier a non venire in città in occasione delle celebrazioni per il 6 aprile prossimo, a due anni dal sisma che ha provocato 309 morti, giorno in cui si terrà anche l’udienza del processo a carico di Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile.
“Berlusco’ non te fa revede’” recitava lo striscione che ignoti hanno strappato questa notte come si nota nella foto, sul quale qualcuno ha anche aggiunto a penna la frase “Sono aquilano e vi dico: come non vi vergognate”.
A qualcuno dunque non è piaciuta l’iniziativa del comitato che ha realizzato anche l’altro striscione, affisso davanti la sede di Palazzo Silone, sede della Giunta regionale.
In quel caso lo striscione si ispira al poker e come carte da gioco vengono raffigurati il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi (asso di fiori), il suo vice Antonio Cicchetti (asso di cuori), il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente (asso di picche) e il capo della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana (asso di quadri).
Nella carta del Joker compaiono invece l’arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Molinari, e il vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole.
Immediate erano state le reazioni del mondo politico locale, con Pdl e Mpa che avevano stigmatizzato gli striscioni.
Questa notte nuova puntata sulla vicenda che potrebbe non essere terminata: non si esclude che nei prossimi giorni altri slogan e striscioni possano spuntare sui muri della città.
3E32: “SI VERGOGNINO GLI SCIACALLI. PREMIER NON VENGA IL 6 APRILE”
L’AQUILA – “La vergogna è di chi ha fatto lo sciacallo in città”.
Risponde così Alessio Di Giannantonio del comitato 3e32 alla frase “Sono aquilano e vi dico: come non vi vergognate” comparsa su uno degli striscioni anti-Berlusconi che questa notte sono strappati dopo essere stati affissi dal comitato stesso in diverse zone della città.
“Al di là degli striscioni – ha aggiunto – la cosa importante da ribadire è che non vogliamo che Berlusconi venga all’Aquila il 6 aprile, ma vada a farsi processare quel giorno. È una giornata nostra, che nessuno deve rubarci con passerelle mediatiche”.(e.m.)
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