L’AQUILA – Un’idea semplice e al tempo stesso innovativa per contribuire alla nascita all’Aquila dell’agognata ‘smart city’ del futuro, di cui molti parlano anche se pochi sembrano averne colto il significato.
A dare il suo contributo è un informatico aquilano, Piergiorgio Leocata, titolare della ditta P&P, che ha ideato e creato un software grazie al quale i cittadini potranno segnalare eventuali guasti o malfunzionamenti dentro gli alloggi del progetto C.a.s.e. con un semplice click dal computer di casa, dal telefonino o altro dispositivo.
“Avrà un interfaccia molto semplice, perché tutti possano accedervi facilmente – spiega Leocata ad AbruzzoWeb – Uno degli elementi di forza di questo programma è la velocità della segnalazione che in tempo reale arriverà dal cittadino. I residenti delle new town hanno molte difficoltà a capire chi è l’interlocutore al quale segnalare un eventuale problema e spesso si trovano di fronte a rimpalli tra operatori di call center. Con questa piattaforma non solo segnaleranno rapidamente il problema ma lo faranno in modo pratico e semplice”.
Il sistema informatico, infatti, è stato progettato per contenere le diverse tipologie di problemi, da quelli del gas o della luce, sia per gli alloggi sia per i complessi nei quali vivono i terremotati.
“Basti pensare a ciò che è successo a febbraio con le nevicate record – aggiunge l’ideatore – Molti dei circa 13 mila residenti nei 19 insediamenti hanno avuto grandi difficoltà per segnalare i disagi con cui erano costretti a fare i conti. Ma è solo un esempio. Il programma può essere utile anche per chi gestisce la manutenzione dei complessi”.
Secondo l’informatico, “gli utenti, le cui segnalazioni saranno visibili, potranno lasciare un feedback e dare un giudizio sull’intervento operato dai tecnici. In questo modo si potrà valutare anche la qualità del servizio. Ma c’è di più – assicura – se si registrano sempre gli stessi disagi nello stesso punto si potrà valutare un tipo diverso di intervento, come la sostituzione di una tubatura, e organizzare meglio il lavoro. In più, in questo modo, non ci sarà più nessun rimpallo di responsabilità su chi doveva intervenire per quel tipo di segnalazione specifica”.
Il software, che non potrà essere clonato “perché è depositato”, ha sottolineato Leocata, è destinato all’ente o gli enti che gestiranno il progetto C.a.s.e., “anche se in questo momento c’è ancora molta confusione per capire chi è il vero interlocutore”.
Come noto, comunque, la proprietà delle new town è stata trasferita al Comune che, come riportato da questo giornale, affiderà a una società specializzata la gestione del patrimonio immobiliare “ereditato” nel post sisma.
Leocata non esclude che con il suo progetto “possano nascere nuove piccole società, magari di giovani, specializzate nella manutenzione o che possano essere interessate ad ampliare l’offerta dei servizi per i residenti delle new town. A mio avviso – sottolinea – un motivo valido per il quale far lavorare le persone del luogo è che moltissimi di loro o delle loro famiglie vivono in questi complessi: questo porterebbe a vivere la risoluzione dei problemi in tempi immediati visto che il problema verrebbe vissuto in prima persona”.
Il programma comunque è stato ideato per fornire anche altri tipi di informazioni, magari sui servizi pubblici o come procedere con la raccolta differenziata, ed è aperto a quella che tecnicamente viene definita realtà aumentata, cioè, come spiega l’inventore, “il processo con cui si aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita. Non escludo – dice – che possano essere installati pannelli informativi nelle new town, perché magari non tutti hanno il computer in casa”.
Il nome del progetto è “OneMis”, dove Mis sta per mistake, ovvero errore, sbaglio, in inglese. “In realtà l’ho ideato pensando all’anagramma del nome di mio figlio, che si chiama Simone”, conclude sorridendo Leocata. Giorgio Alessandri





