L’AQUILA – L’incontro di ieri pomeriggio dal titolo “L’Aquila start up city – Innovazione e imprenditorialità diffusa per la rinascita della nostra Città” si è aperto contestualizzando il dibattito con i dati Istat diffusi nei giorni scorsi e che fotografano un’Italia in forte difficoltà sul tema dell’occupazione giovanile, che ha raggiunto il record del 36,2 per cento.

A introdurre i lavori è stato Salvatore Santangelo, ideatore dell’evento, che ha avuto la capacità di mettere intorno allo stesso tavolo alcuni dei maggiori professionisti del mondo del fare impresa, accademico e istituzionale.

Dopo il saluto del vescovo ausiliare mons. Giovanni D’Ercole, è iniziato il dibattito. Laura Tinari, coordinatrice dei lavori, rivolgendosi al sindaco Cialente ha detto: “noi le chiediamo di mettere coraggio nelle scelte, vorremmo che lei qui oggi prendesse l’impegno di aprire la città e di lasciarsi contaminare dalle eccellenze, magari mutuando quanto fatto in altri luoghi”.

Il momento di riflessione di ieri, organizzato dall’associazione “L’Aquila che Rinasce”, da H-Farm e dai GI Confindustria L’Aquila, ha voluto disegnare un percorso in grado di attivare un circuito virtuoso tra creatività, innovazione e territorio e riportare al centro del dibattito la necessità di creare una nuova cultura d’impresa, capace di trasformare i giovani in protagonisti del proprio futuro.

Su come si possa lavorare per creare le condizioni per il passaggio dall’idea all’impresa è intervenuto Pierluigi Panunzi, presidente GI Confindustria L’Aquila, “è necessario creare quell’ambiente per cui i giovani non abbiano paura, anzi percepiscano il fare impresa come un’opportunità. Ma il nodo cruciale sta nella difficoltà di accesso al credito e nella burocrazia che rende le start up sempre più proibitive per i giovani d’oggi”.

A chiudere l’incontro è stato Maurizio Rossi, co-fondatore di H-Farm, il più importante incubatore d’impresa privato italiano e una delle eccellenze in questo campo in ambito internazionale.

“Personalmente – ha detto – mi fa piacere essere in questo luogo così duramente colpito. L’Aquila ha il dovere di rinascere ed è ‘condannata’ a farlo con le start up. Noi vi saremo vicini nel favorire il loro sviluppo, start up basate su innovativi modelli di business. Ma il segreto è nella passione che anima i futuri imprenditori, giovani innovatori che si mettono in gioco per disegnare il mondo di domani”.

“Ci tengo a ringraziare – ha aggiunto – gli organizzatori, in particolare Salvatore Santangelo e Laura Tinari, il vescovo D’Ercole e i ragazzi che interessati hanno ascoltato il racconto di tante esperienze diverse tra loro”.