L’AQUILA – “Qui all’Aquila segnali di vera rinascita non ce ne sono, il centro stenta a ripartire, è un gatto che si morde la coda, noi purtroppo dobbiamo chiudere”.

Parole accorate che riflettono anche il senso di incertezza di tanti aquilani e della difficoltà palese di andare avanti per i piccoli commercianti, in un centro storico, quello del capoluogo, violato nel suo cuore commerciale, dal 6 aprile 2009 e che oggi stenta a vedere ripartire le attività  che tanto lo hanno caratterizzato; la paura delle recenti scosse, i cornicioni pericolanti, le case riconsegnate, sì, ma con la lunga trafila per riallacciare le utenze, anche di mesi.

Sono parole che fanno riflettere, che sono amare, quelle di Tania De Simone, aquilana, che insieme alla socia Francesca Tracanna aveva aperto 2 anni fa Novemesi, un negozio di abbigliamento per bambini e premaman, in centro storico all’Aquila, su via Castello, vicino il parco giochi del forte spagnolo.

“Volevamo tornare in centro – racconta Tania ad AbruzzoWeb, ripercorrendo gli ultimi anni – Volevamo proprio dare un segnale di vita, volevamo davvero provarci a essere di esempio, noi abbiamo aperto dopo il terremoto, prima su viale Corrado IV, per poi approdare qui”.

“Abbigliamento per neonati e bambini fino a 6 anni e donne incinte, per antonomasia noi abbiamo venduto la vita, quella vita che, invece, stenta a voler fluire ancora per queste strade tanto martoriate dal terremoto e dalla paura di questi ultimi giorni”.

“Si, hanno riaperto tanti locali in centro – continua Tania – Ma secondo noi non sono queste le attività che fanno di una città un centro abitato e vivo, anche perché sono soprattutto rivolte ai fruitori della  fascia serale, che poco collima con gli orari dei negozi”.

“Tutto si è spostato nei centri commerciali e qui si viene solo per fare l’aperitivo e portare i bambini al parco, poi c’è Internet, gli e-commerce, sembra proprio che la realtà quotidiana non dia spazio ai piccoli imprenditori e ai commercianti che vogliono lavorare”, si lamenta.

“Io e Francesca abbiamo sempre puntato alla qualità, marchi magari meno commerciali, ma di buona fattura, seguendo le tendenze e i gusti delle nostre clienti, giocattoli di legno, prodotti di nicchia e ricercati, abiti per le mamme in stato interessante che non siano i soliti informi camicioni, insomma siamo una piccola bottega, come una volta, che poco sposa con i franchising della grande distribuzione – rivendica – Abbiamo la nostra cerchia di clienti affezionate a noi, che ci hanno seguito dagli inizi, che ci hanno apprezzato moltissimo per la scelta di essere tornate qui”.

“A metà settembre, quindi, chiudiamo i battenti appena sarà finita la vendita promozionale – conclude Tania con velata malinconia – Probabilmente io personalmente lascerò L’Aquila, non ho grossi legami che mi legano qui, ma soprattutto sto perdendo le speranze, mi dispiace moltissimo per Francesca, è una socia ed un’amica, lei ha famiglia, ha una bambina da crescere e sta già cercando un lavoro che tra l’altro è difficile da trovare, sua figlia ha bisogno di serenità, io di ricostruire il mio futuro”.