L’AQUILA – Nel giorno del 15° elenco la ricostruzione privata va in tilt e stavolta non è l’assenza di soldi in cassa il problema, ma il suo opposto: ce ne sono troppi, più di quelli che il sistema tra committenti, progettisti ed enti riesca a programmare e impegnare.

Uno schiaffo alla miseria, ripensando a quando L’Aquila protestava in piazza e nei palazzi romani chiedendo miliardi per rifare la città distrutta.

Tra le cause, tecnici e proprietari lassi, che ora verranno messi alla berlina, e un assurdo rimpallo tra uffici che distano tra loro poche decine di metri.

I DUE ELENCHI

L’allarme, già diffuso da tempo nelle interviste e in eventi pubblici dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, si concretizza oggi, nel giorno in cui dovrebbe essere pubblicato (con possibile slittamento a domani per inserire ultime pratiche last-minute) il quindicesimo elenco dei beneficiari di buoni contributo per la riparazione degli immobili danneggiati dal terremoto.

Un elenco che sarà “mignon”, da 80 milioni di euro invece dei 100 preventivati a fine anno, proprio per l’eccessiva lentezza a perfezionare le pratiche.

E l’assessore, inferocito, medita un passo clamoroso: pubblicare contemporaneamente i nomi di chi ci sta mettendo troppo, una sorta di “lista di proscrizione”.

“Ho l’elenco dei ritardatari, me lo guardo bene e penso che farò pubblicare tutto perché così non si può continuare – conferma Di Stefano – I tecnici non sono la mia controparte: un ingegnere riceve un incarico da un soggetto, dal presidente di un consorzio o da un amministratore di condominio, sono questi ultimi che dovrebbero stare sul pezzo anche telefonando di continuo”.

“Me la prendo con i committenti che si girano i pollici. I responsabili delle penali dovrebbero essere loro anche se spesso, poi, si rivalgono sulle imprese che non c’entrano nulla”, evidenzia poi.

I DUE FABRIZI

Ma c’è un’altra vicenda che impastoia non poco le dinamiche e per risolverla giusto ieri Di Stefano ha mandato una lettera ai “due Fabrizi”: non si tratta di Aldo e Lella, ma di Raniero, titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usra), e Vittorio, direttore dell’omonimo dipartimento comunale.

“Eviterei il ripetersi di autocertificazioni già rese all’Usra e richieste nuovamente dal Comune – premette l’assessore -. Continuo a non capire l’odioso iter di procedura del provvedimento secondo il quale, al momento in cui il Comune chiude con la parte edilizia, tutta la pratica deve tornare all’Usra per essere iscritta a finanziamento. Siamo di fronte a un eterno e infruttuoso rimpallo tra via Avezzano 11 e via Avezzano 11/C”, ovvero le sedi dirimpettaie dei due uffici.

Secondo quanto appreso, ai tempi di Paolo Aielli, addirittura le pratiche venivano spedite da una palazzina all’altra con corriere. Ora, almeno, c’è un dipendente che attraversa il piazzale con i plichi.

“Sono in corso i lavori per l’apertura dello sportello unico di ingresso dei progetti parte seconda, congiunto tra Comune e Usra, con tecnici di entrambi gli enti per uno screening immediato e l’accettazione o correzione dei progetti. Per fine marzo sarà pronto, quindi al prossimo elenco spero possa portare qualche beneficio”, il correttivo ipotizzato.