L’AQUILA – “Alla distruzione insensata del fuoco, che provoca angoscia e sofferenza, oggi rispondiamo con il fuoco che segna il ‘cammino del Perdono’, come l’Unesco ha definito il fuoco del Morrone nella articolata motivazione alla base del riconoscimento della Perdonanza come patrimonio immateriale dell’umanità”.

Con queste parole, ricordando gli incendi che hanno devastato su più fronti il capoluogo abruzzese nelle scorse settimane, il sindaco Pierluigi Biondi ha dato il via, con l’accensione del tripode, ieri alle 21,36, alla 726esima edizione della Perdonanza celestiniana, evento che unisce sacro e profano, rievoca importanti momenti storici, rinnova tradizioni accostandole a manifestazioni artistiche e sportive allestite con l’obiettivo di lanciare un messaggio di pace e unità.

“Un riconoscimento che incornicia un altro obiettivo impegnativo che ci siamo prefissati, tanto che la basilica di Collemaggio ne costituisce il logo”, ha aggiunto Biondi nel suo discorso.

Il primo cittadino, anche alla luce dell’emergenza sanitaria ancora in corso legata al Coronavirus, ha parlato di una “edizione inedita” della Perdonanza, che quest’anno rappresenta ancora di più il simbolo della resilienza degli aquilani, ma anche di tutti gli italiani che stanno lottando contro il virus.

Ieri sera si è alzato il sipario sull’edizione 2020 con uno spettacolo, il primo in Italia con un pubblico così vasto, nel pieno rispetto delle norme anti-covid, che ha conquistato la cittadinanza.

Sul palco antistante la basilica di Collemaggio, denominato “Teatro del Perdono”, “Un canto per la rinascita – d’acqua e di pietra”, ideato dal direttore artistico della Perdonanza, il maestro aquilano Leonardo De Amicis, e scritto insieme a Paolo Logli, ha emozionato i presenti.

A condurre la serata è stata Lorena Bianchetti.

Dopo i saluti istituzionali, è stato celebrato pubblicamente il ricevimento del Diploma originale inviato al Ministero per i Beni e le attività culturali dall’Unesco che designa l’iscrizione dal 15 Dicembre 2019 della Festa del Perdono celestiniano nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, su proposta dell’Italia. Il diploma sarà consegnato al sindaco Biondi.

Intense le parole del cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, sul palco davanti ad un pubblico compostamemente seduto a distanza di sicurezza.

“L’evento, che oggi prende inizio, non si esaurisce in un semplice gesto rituale – ha detto Petrocchi -: ma intende attivare una conversione motivata e concreta. Quest’anno possiamo prendere l’impegno a vivere, con carità evangelica, i numerosi disagi e gli inconvenienti legati alla pandemia da Covid-19. Ciò comporta accettare con prontezza le privazioni imposte dalle circostanze, facendosi carico, con pazienza, delle rinunce e dei fastidi provocati dalla lotta contro questo temibile contagio. Talvolta può costare fatica obbedire alle norme e restrizioni decretate per contenere l’epidemia, ma la fedeltà convinta e obbediente tutela il bene comune: cioè il bene individuale e pubblico. La disciplina civica, se risponde a regole giuste, è una virtù: umana e cristiana. Preghiamo per le vittime del contagio e per le loro famiglie, così pure per i malati a causa di questa infezione”. 

Sul palcoscenico si sono alternati del calibro Loredana Bertè, Fausto Leali, Marco Masini, Ron, Giorgio Pasotti, Alberto Urso e Leo Gassman, “tutti uniti in un abbraccio, di musica e parole, a questo meraviglioso territorio”, ha osservato il maestro De Amicis.

Affidata all’Orchestra del Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila la colonna sonora a questo unico ed eccezionale spettacolo.

“Questo è il primo concerto che faccio con il pubblico. È stata un’emozione straordinaria salire su questo palco, sono veramente onorato di essere stato invitato, è proprio L’Aquila la città giusta da cui far partire questo messaggio, perché viene fuori da sofferenze di altro tipo alle quali si è aggiunta anche l’emergenza sanitaria, ma si va avanti”.

Così il noto cantautore italiano Fausto Leali in un’intervista a margine dell’evento di apertura della 726esima Perdonanza celestiniana, che si è svolto ieri a L’Aquila, davanti la basilica di Collemaggio.

“Il mondo della cultura lancia un messaggio dall’Aquila: si può fare cultura nonostante il Coronavirus. Questo spettacolo rappresenta una cosa molto particolare in questa città, il dolore che in fondo la musica allevia, proprio per il suo linguaggio universale che mette d’accordo tutti, ma proprio tutti”, ha spiegato.

Nei giorni scorsi Leali ha visitato il centro storico aquilano: “Ho visto tutti i palazzi rinati, sono tutti nuovi e bellissimi, è stato fatto un lavoro straordinario. Non è vero che non è stato fatto niente come si evince invece dalla stampa, io ho visto una città rinata e ricostruita almeno all’80 per cento, c’è ancora un po’ da fare ma L’Aquila ce la farà!”, ha concluso il cantante italiano.

Il programma del 24 agosto

Oggi, 24 agosto, all’auditorium del Parco è in programma “il Patrimonio culturale immateriale di comunità: strumento per una salvaguardia sostenibile ai sensi dell’Unesco”, un workshop di approfondimento delle tematiche connesse alla salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale secondo i dettami Unesco.

Un’iniziativa che cade nel primo anno del riconoscimento della Perdonanza Celestiniana come patrimonio culturale immateriale Unesco, proclamato a dicembre 2019 a Bogotà. Prima dell’inizio del workshop sarà consegnata la medaglia della Municipalità al gruppo storico Sbandieratori Città dell’Aquila.

L’inizio del seminario, organizzato dal Comitato Perdonanza in collaborazione con l’ufficio Unesco del Segretariato generale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, è previsto per le 11 con i saluti del sindaco Pierluigi Biondi.

Massimo Alesii, del Comitato Perdonanza, terrà la presentazione.

A seguire “La governance culturale UNESCO. Le espressioni del Patrimonio Culturale Immateriale e il sistema di governance per una salvaguardia sostenibile” di Elena Sinibaldi, Focal Point Nazionale per l’attuazione ed implementazione della Convenzione UNESCO 2003 (Servizio UNESCO-Segretariato Generale-MIBACT). Successivamente si parlerà di “Il Patrimonio Culturale Immateriale: storia, tradizione e identità culturale. La festa e il rito: la Perdonanza Celestiniana”, con l’intervento di Giovanna Di Matteo e Floro Panti (Rappresentanti della Comunità dei detentori e praticanti la Perdonanza Celestiniana).

Intorno alle 12 “Le Comunità ICH UNESCO. Conoscere, trasmettere e dialogare: l’esperienza delle comunità patrimoniali italiane coinvolte nei percorsi UNESCO”. Interverranno le comunità rappresentative degli Elementi riconosciuti dall’UNESCO (Opera dei Pupi Siciliani, Canto a Tenore, Sapere Liutaio Cremonese, Arte della Falconeria, Alpinismo) e le comunità degli Elementi in valutazione UNESCO per l’anno 2020 (Arte delle perle di vetro veneziane, Arte musicale dei suonatori di corno da caccia). A seguire “La Capacity Building del Global Network of ICH Facilitators. La formazione come strumento di empowerment comunitario locale: il ruolo dei facilitatori nel sistema italiano di governance culturale del patrimonio culturale immateriale UNESCO”, con l’intervento di Benedetta Ubertazzi e Valentina Zingari (Members of the Global Network of ICH Facilitators (UNESCO trained). Le conclusioni saranno affidate a Elena Sinibaldi (Servizio UNESCO- Segretariato Generale- MIBACT) e Massimo Alesii (Comitato Perdonanza Celestiniana).

Alle 21.30, al ridotto del Teatro comunale, la prima nazionale di “La notte del gran rifiuto”, di Errico Centofanti, prodotto dalla Compagnia della Contessa in collaborazione con il Tsa, che racconta le ore precedenti le dimissioni di Papa Celestino V.

L’organizzazione ha comunicato che l’ingresso sarà gratuito, sempre da prenotare attraverso la piattaforma eventbrite, il cui link è situato sulla pagina iniziale www.perdonanza-celestiniana.it.

Da prenotare, con le stesse modalità, anche “In punta di piedi tra arte e territorio” del Centro Danza Art Nouveau Gran Gala di Danza, in programma a piazza Duomo alle 21.30. Si tratta di un gran Gala di danza nato a L’Aquila dal Centro Danza Art Nouveau di Ornella Cerroni, con la direzione musicale dei Maestri Gennaro Spezza e Felice Porazzini e le coreografie di Simone Pergola e Alessio Colella. Lo spettacolo vedrà la partecipazione straordinaria di Rebecca Bianchi (Etoile del Teatro dell’Opera di Roma). Saranno protagonisti i ballerini dell’Arena di Verona, dell’Accademia Nazionale Danza di Roma, del Teatro dell’Opera di Roma, del San Carlo di Napoli e del Centro Danza Art Nouveau. (a.c.p.)