L’AQUILA – Ancora una clamorosa protesta che vede protagonista uno sfollato aquilano. A incatenarsi davanti la sede della Giunta regionale a Palazzo Silone è stato, questa, mattina Renato Vitturini, storico fotografo collaboratore della redazione aquilana del quotidiano “Il Messaggero”, molto noto in città dove per tutti, amici, colleghi e conoscenti è ‘Renatino’.
Renatino, insieme alla madre, è stato invitato dalla Struttura gestione dell’emergenza ad abbandonare l’albergo a Lucoli (L’Aquila) dove è ospitato insieme alla madre in quanto l’abitazione principale, situata in un condominio di via Caprini 8, nella zona di San Giuliano, è stata classificata “B” dopo il terremoto del 6 aprile 2009, ed è pertanto inagibile.
“Ho ricevuto una lettera – spiega il fotografo – in cui mi si dice che obbligatoriamente dovrò lasciare l’albergo entro 48 ore. Sono andato negli uffici Sge e secondo loro il condominio è tornato agibile. Ma non è così”.
Secondo le normative vigenti, infatti, trascorso il termine di sei mesi dall’inizio dei lavori gli sfollati perdono il diritto all’assistenza in albergo.
Nulla quaestio se non fosse per un piccolo particolare: i lavori in via Caprini non sono terminati, le utenze non sono allacciate e, praticamente, l’uomo e sua madre da un giorno all’altro si ritroveranno per strada a causa dei ritardi della ditta che non ha terminato i lavori di ristrutturazione dell’edificio.
In merito a questo caso, il commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha annunciato di aver mandato agli uffici commissariali di “trovare una soluzione normativa idonea”.
ORE 11: PROTESTA SOSPESA
L’AQUILA – Protesta sospesa dopo l’intervento di Antonio Morgante, responsabile della Segreteria del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi. Dell’intera vicenda saranno informati Paola Giuliani, responsabile della funzione assistenza popolazione della Struttura gestione dell’emergenza e lo stesso commissario Chiodi per individuare una soluzione concreta al problema.
CHIODI: “TROVEREMO SOLUZIONE NORMATIVA IDONEA”
L’AQUILA – “Ho dato mandato agli uffici commissariali di trovare una soluzione normativa idonea”.
Lo ha annunciato il commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, in merito al caso sollevato da un cittadino aquilano che si è visto comunicare la decadenza dei diritto alla ospitalità alberghiera perché decorso il tempo di legge necessario per rendere agibile la sua abitazione danneggiata dal terremoto.
La normativa dice che scaduto il tempo di legge concesso all’impresa edile per completare i lavori di ristrutturazione decade ogni agevolazione riservata ai proprietari dell’alloggio.
Il cittadino, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, non è tornato nella disponibilità dell’alloggio, ma questo non gli ha evitato di perdere il diritto alla ospitalità.
“Per il caso singolo e per molti casi simili che sono stati segnalati, è necessario stabilire – ha spiegato il commissario Chiodi – il principio secondo cui le inadempienze non dipendenti da comportamenti dei cittadini non devono avere conseguenze sui cittadini stessi. Ed è il caso che si è presentato oggi, con un’impresa che non ha terminato i lavori nei tempi stabiliti e un cittadino che è rimasto senza alcuna copertura assistenziale”.
“Per questo stiamo lavorando – ha concluso il commissario Chiodi – affinchè, se conseguenze devono esserci, per la mancata conclusione dei lavori in tempi certi, queste devono ricadere su chi è responsabile e non sui cittadini incolpevoli”.




